Come pubblicare un libro (Considerazioni semiserie)
di Velentina Tampellini
[da Occuréncia]
Pubblicare un libro in Italia sembra semplice ed invece pare sia tutt’altro che facile. Girando tra gli scaffali delle librerie ci si convince della facilità, della pubblicazione, perchè fin troppo spesso si notano opere insipide, tagliate facili o di debole carattere: la realtà invece inganna e se alcuni gridano allo scandalo delle raccomandazioni
“È un’impresa impossibile, anche se avete scritto qualcosa di dignitosissimo. Al sistema editoriale accedono solo gli amici degli amici, i nipoti, i già noti, ora i comici TV, ma tanti potenziali esordienti sbattono contro un muro, salvo pubblicare a proprie spese” (Corrado Sevardi)
altri giustificano l’ingolfamento dell’indotto editoriale con teorie di marketing che lasciano l’amaro in bocca ed il portafogli dimagrito. Altri ancora invece saltano immediatamente al passo successivo, criticando la distribuzione, poichè pare che il vero problema non stia tanto nell’essere pubblicati, quanto nell’essere realmente presenti nelle librerie.
Le opere più difficili da imporre sembrano essere proprio quelle di narrativa, forse perchè siamo tutti un po’ scrittori e siccome la narrativa è ciò che esce con maggiore spontaneità dalle dita, tra gli editori aleggia una certa diffidenza, nonché una generalizzata e velata assuefazione alle migliaia di pagine di “nuova letteratura nazionale”. Come dar loro torto? Puntare su un autore sconosciuto è sempre un rischio, una specie di scommessa col fato, un salto nel buio, e i soldi investiti sono soldi. Sebbene l’opera possa poggiare su basi linguistiche solide ed una serie di idee originali, rimane sempre un mistero come risponderà il mercato - eccezion fatta per certi prodotti di massa, di tormentoni o di richieste specifiche del momento.
Resta però indiscutibilmente vero che un autore dovrebbe portare avanti unicamente i progetti in cui crede - per coerenza etica e per completezza e gratificazione personali - a prescindere dal mercato e dalle sue mode ed indipendentemente da come, un giorno o forse mai, il pubblico si accorgerà di lui.
Qualità o quantità? Domanda sciocca, poichè ovviamente si preferisce un giusto ed equo miscuglio dei due ingredienti, sia per chi scrive che per chi propone letture.
Chi è riuscito a pubblicare ben conosce le diffioltà burocratiche, logistiche e finanziarie del mercato editoriale italiano - molto più di chi da anni tenta di farsi conoscere e ha raccolto solo “no” oppure opzioni di pubblicazione autofinanziata.
Molti autori restano delusi, ingannati dalle false promesse di un circuito editoriale congestionato, impoveriti di prospettive, e non è raro trovare chi preferisce tenere tutto dentro al proprio cassetto conservandolo per i posteri (per le scoperte a posteriori che per esempio tanto hanno dato alla figura di Kafka) e difendendolo dallo svilimento degli attestati dei vari concorsi o dagli abbracci bramosi di scaffali che tutto sembrano inghiottire ma che poco rilasciano ai lettori.
Allora che fare?
Per gli autori un consiglio semplicissimo: scrivere, scrivere e scrivere, senza scoraggiarsi, farlo perchè non si può farne a meno, perchè si ama farlo. Poi proporsi, senza paura, senza troppe aspettative. Volendo portare un esempio patetico - perdonate l’ardimentosa metafora - nel medioevo i più abili e forti cavalieri erano coloro che non temevano la morte, erano coloro ai quali, credendo fermamente nelle proprie forze, non faceva alcuna differenza restar vivi o morire. Lo scrittore dovrebbe essere altrettanto audace, non nel corpo ovviamente, bensì nell’animo, nelle idee (anche se alcuni autori - mi perdoneranno per le mie inadeguate considerazioni in merito - considerano la scrittura come carne che trasuda sangue e sentimento, come un prolungamento della proprie membra, inabissandosi nel profondo dell’esistenzialismo più, estremo).
Occorre senza dubbio non temere la stroncatura nè il rifuto, infeltrire l’ego che guida ogni scrittura, che rende vanesio ogni autore, anche nel proprio piccolo. Per una porta che si chiude un’altra è pronta ad aprirsi, scoprendo non solo doti tecniche ma soprattutto umane. la fortuna gioca un ruolo determinante, si sa, ma mai dimenticare che lo scrittore è prima di tutto uomo (donna).
E agli editori che domandare? Quello che tutti domandano, suppongo: pazienza e moderazione, anche davanti agli odori di best-seller, che frutterebbero un bel po’ di entrate ma che rappresenterebbero per la letteratura un appuntamento mancato. L’editore - come l’insegnante - conduce non solo battaglie economiche private ma soprattutto percorsi linguistici e culturali che vanno ben oltre la materia, ben oltre le bandiere di partito, ben oltre le paure.
Vecchi Commenti
Per prima cosa vorrei complimentarmi con tutti voi; i quali (a mio parere) fate delle importanti riflessioni sull’argomento trattato in questa pagina web; nella quale ho notato che le maggiori priorità sono rappresentate da fattori politici, economici e culturali.
Fattori che mi sembra di aver già sentito dire… .
Vorrei solamente darvi un umile consiglio: non fatevi suggestionare da un mondo che tende a soffocare le nostre espressioni!Posted by: Emanuele S. at 01.08.04 06:36
anch’io sto scrivendo il mio libro, come voi e tanti altri che non sono qui ora
ho letto con molta curiosità tutti i commenti, perchè mi piace arricchirmi dalle esperienze altrui
quello che non faccio è attribuire ad altri, e non parlo degli editori, la fatica e l’impegno che voglio mettere per raggiungere il mio obiettivo
se altri pagano, se altri riescono, se altri sono paraculati, se altri non riusciranno mai, non me li devo certo “sorbire” io come dice S.Migliore
il miondo cambia, va avanti, io cerco con la creatività di fare la mia strada e la mia vita
un saluto affettuoso a tutti
DavidePosted by: Davide at 24.07.04 17:05
reply to: Barin at 23.04.04 22:12 and FABIO T. at 23.04.04 22:59
qui la regina degli errori di battitura resta sempre la bellachioma!![]()
reply to: pietro passanante at 05.05.04 02:45
>la mia storia s’è scritta da sola e aspetta…
>odio anch’essa!è pur sempre un inizio!
reply to: stefano at 09.06.04 01:53
>Sapresti indicarmi una casa editrice che faccia al
>caso mio, e come muovermi.mi dispioace, ma al momento non saprei. conduci un’indagine sulle case editrici italiane (su Alice.it trovi un buon elenco), consultane i cataloghi, scrivi alle redazioni per avere informazioni precise. una volta individuata la nicchia verso cui rivolgerti inizia a proporti, fai leggere i tuoi manoscritti, ma non avere fretta, sono sempre processi lunghi. l’importante è seminare, distribuire il materiale e non perdere la fiducia.
in bocca al lupo!:)>Vorrei anche chiedere se sia il caso di fare un deposito legale,
>e come si fa grazienon saprei. c’è qualcuno che può aiutarci?
sarei interessata anch’io all’argomento. grazie.Posted by: bellachioma at 05.07.04 12:09
Rispondo al msg di Elisabetta del 09.03.04 12:30
anch’io ti ringrazio per la tua testimonianza, per averci raccontato la tua esperienza.
Rispondo al msg di: ago del 19.03.04 21:52
>Non immaginavo che per scrivere un romanzo dovevo
>perdere la mia sanità mentale.Uuuh! Ma cosa stai scrivendo???:)
Rispondo al msg di Fabius del 20.03.04 01:33
>Nel mondo della piccola-media editoria pratica assai diffusa è
>la proposta di pubblicazione con contributo
ecco, finchè potete, diffidate di questa modalità. Non tirate fuori una lira, ameno che non vi sembri un buon affare.
Del resto concordo su tutto.
E consiglio due cose: se avrete la fortuna di pubblicare, anche con piccole case editrici, cercate di organizzare molte presentazioni in giro per l’italia. Poi mettete su un sito internet anche modesto dedicato a voi e all’opera. E date la possibilità ai lettori di acquistare il volume online, per posta, telefono o altro, supplendo così alle lacune reali della distribuzione.
Rispondo al msg di Antonio L. “E/j” del 26.03.04 14:17
>PS: scusate per lo sfogo, ma… QUANDO CE VO’, CE VO’!
è vero! Grazie del tuo intervento
rispondo al msg di Barbara del 12.04.04 20:01
>Quando si manda il manoscritto a una casa editrice come si fa a
>sapere che questa non rubi l’idea?
Bella domanda.
Qualcuno di voi ha una risposta precisa?
A mio avviso non è nello stile delle case editrici rubare le idee
E se dovesse proprio accadere, una volta rubate a chi le farebbe scrivere?
Rispondo al msg di Betty del 18.04.04 00:14
caspita che esperienza. in bocca al lupo!!!!!
Rispondo al msg di Siri at 23.04.04 17:03
Parli di fantascienza. Di ragazze che scrivono di fantascienza.
Bhè,… è fantastico!
Studia il mercato dell’editoria italiana, consulta i cataloghi delle varie case editrici. Punta su quelle che trattano di fantascienza.
Puoi anche domandare aiuto ai redattori di riviste tematiche. Su internet ne trovi molte che si occupano di fantascienza.
In bocca al lupo!Posted by: bellachioma at 04.07.04 15:56
Rispondo al msg di Marco del 22.02.04 03:03
>per prima cosa imparate a scrivere, poi potrete pensare di far pubblicare un libro.
>Ma solo pensare.Eheheh a volte si tratta di un errore di digitazione
ed io modestamente sono un disastro in fatto digitiditigididazione :)))
E mi unisco al tuo invito: leggete, tanto, sempre, ovunque. leggete.
Rispondo al msg di orazio del04.03.04 11:13
ripeterei le stesse cose scritte per gli altri. Aggiungo solo di non avvilirti, di non scoraggiarti per le difficoltà che incontrerai. complimenti ed in bocca al lupo!
Rispondo al msg di valeria del 04.03.04 19:36
>ogni buon libro ha un suo ritmo, una sua motivazione,
>difficile è per ogni scrittore esordiente scoprire quali essi siano.È molto bello quello che hai scritto e in parte lo condivido. A mio parere il ritmo è nello scrittore, che deve imparare ad ascoltare e stimolare la propria letteratura, il proprio modo di raccontare ciò che sente. Alla base di ogni libro ci sono un’idea e una motivazione, certe e note solo all’autore.
Rispondo al msg di Simone Fiocco del 04.03.04 22:24
>ma l’ostruzionismo di varie case editrici nei confronti
>di autori emergenti non e’ un piccolo ostacolo.Questo può essere vero per le grosse realtà. Prova a proporti alle piccole case editrici, a quelle locali, a quelle tematiche, o alle riviste letterarie di poesia, che sono tante.
>se un qualsiasi autore partorisce una poesia od un racconto autoreferente,
>carico di metafore, sensazioni e fuori dagli schemi le possibilità
>di essere preso in considerazione diminuiscono drammaticamentequi vorrei solo accennare al fatto che non tutto, in realtà è pubblicabile. Non tutto ciò che si scrive è pubblicabile, e con questo non mi riferisco solo all’aspetto puramente di marketing e di vendibilità, o meglio, di appetibilità del prodotto in quel momento storico sociale. e questa è prima di tutto autoscritica.
In libreria troviamo di tutto, si sa, anche libri mediocri che vivono di pubblicità o grazie a tormentoni stagionali (vedasi alla voce zelig, calciatori, grande fratello, scandali, etc..). tutto dipende da ciò che si desidera ottenere.
conoscere come un libro è stato pubblicato, come un giovane autore è arrivato a pubblicare può aiutare a capire come muoversi, dove concentrare le proprie energie. Quando vedete un libro sullo scaffale di una libreria non fermatevi alla copertina: domandatevi sempre perché è lì e come ha fatto ad arrivarci.Posted by: bellachioma at 04.07.04 15:25
Rispondo al msg di Diego del 06.02.04 16:56
Ciao, grazie molte per la tua testimonianza. Ti auguro di avere in futuro riscontri più gratificanti della soddisfazione fine a se stessa. in bocca al lupo!:)Rispondo al msg di Antonella del 07.02.04 12:24
>anch’io ho iniziato a scrivere un libro e non so come muovermi, come fare per pubblicarlo..se credi nel tuo prodotto e pensi possa meritare più visibilità, spediscilo alle case editrici, scoccia gli editori, fatti conoscere. prepara le cartelle e spediscile in giro insieme al tuo curriculum.
per tutti: se amate i racconti e le poesie, cominciate dalle riviste letterarie. Queste sono di solito ottimi inizi per farsi conoscere e consigliare da chi la letteratura la mastica ogni giorno. E con questo intendo tutte le riviste, anche quelle poco conosciute o sconosciute, purchè serie. Di solito infatti le riviste sono spedite a molti scrittori affermati, a critici letterari, ad editori.
Rispondo al msg di Paolo del 16.02.04 11:02
>Gradirei qualche consiglio, tenendo anche conto che questa passione,
>nata dalla lettura e dall’interesse criminalistico
>che è affiorato così inaspettatamente, mi porterebbe anche
>a spendere di tasca mia i soldi per la pubblicazione.Posso consigliarti di aggiustare bene il tiro. Rivolgiti a case editrici che si occupano di genere noir, poliziesco o simile. Se ti senti “forte” esponiti anche nei concorsi, piccoli o grandi che siano. Ecco, le cose cominciano a funzionare quando si incontra una persona dell’ambiente (editore, redattore, editor, etc..) che crede in te. in bocca al lupo!
Posted by: bellachioma at 04.07.04 14:57
dopo che la mia ragazza mi ha lasciato ho fatto di tutto…alla fine non sn riuscito a dimenticarla ed è nato un libro tra realtà e fantasia, ora lei mi odia e non mi parla, scrivere mi ha tenuto in vita, non posso esprimere la validità del mio lavoro ma vorrei che qualcuno lo valutasse, sogno che venga pubblicato…datemi un consiglio per favore!
Posted by: aristide at 01.07.04 11:59
Ho scritto un romanzo erotico autobiografico. La mia storia è così intensa che ho sentito il bisogno di trascriverla su carta. Credo sia molto interessante per chi ama questo genere di libri, e credo sia un buon lavoro. A chi potrei rivolgermi per una pubblicazione?
Posted by: Valeria at 30.06.04 20:02
Vorrei sapere come si fa per pubblicare un libro.
Non me ne intendo assolutamnente perchè non mi reputo e non sono uno scrittore. Ho un sogno nel cassetto di far conoscere alla gente un diario da me scritto.
Ringrazio anticipatamente chiunque mi contatti in merito.
PaoloPosted by: Paolo at 29.06.04 12:57
avevo scritto a proposito del mio libro a dicembre (2003) che mi avrebbe fatto piacere ricevere informazioni utili o consigli per muovermi verso la pubblicazione. Ho visto troppe difficolta’ e troppi idioti che pensano solo al guadagno e non al contenuto. Adesso sono in australia, studio al college un corso di graphic design, non so come mi andra’, spero bene, poi per il futuro e’ tutto una incognita. ciao e auguri a tutti (…quelli che meritano)
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Posted by: clintonjason at 25.06.04 07:19
Sono una giovane scrittrice e ho incominciato un romanzo triste nel quale una donna anziana, dopo essere stata abbandonata in un ricovero dal proprio figlio, cerca di non abbandonare la speranza che lui ritorni per riportarla a casa, come le aveva promesso…
Potreste darmi un consiglio su quali case editrici constattare (possibilmente nel Nord Italia, magari in Trentino Alto-Adige…)e quali passi devo svolgere per cercare di farlo pubblicare?Posted by: Ivi at 10.06.04 20:12
sono un giovane scrittore, ed ho scritto un’opera di genere Underground, una sorta di favola psicadelica ambientata negli anni novanta, tra droghe, e trasgressioni di ogni tipo.
Sapresti indicarmi una casa editrice che faccia al caso mio,e/o come comportarmi?
Volevo anche chiedere se sia il caso di fare un deposito legale, se sì come.Posted by: Stefano at 09.06.04 02:00
Sono un giovsne scrittore auto didatta, ho scritto un opera narrativa di genere underground, che ha a che fare con ilmondo delle droghe, e del sesso, una sorta di favola trasgressiva. Sapresti indicarmi una casa editrice che faccia al caso mio, e come muovermi.
Vorrei anche chiedere se sia il caso di fare un deposito legale, e come si fa graziePosted by: stefano at 09.06.04 01:53
salve a tutti, sono uno studente di psicologia presso l’ateneo palermitano, il mio sogno è diventare lo scrittore più importante dei nostri tempi, ma non so da dove iniziare, non sono in grado di affrontare le spese, ma sono pronto a confrontarmi con i maestri dell’arte della scrittura. Scrivo poesie,narrative con sfondo di realtà e dubbi della gioventù, il mio motto non e vedere Dio perchè è la cosa certa, la cosa che chiedo? che appoggi la sua mano sulla mia insignificante vita, che vuole intrapendere la strada del mito.
Posted by: nunzio at 06.06.04 22:10
odio il computer. odio essere assordato dal crivellare della tastiera ad ogni mio colpo. lettera su lettera. solo il crivellare.
la mia storia s’è scritta da sola e aspetta…odio anch’essa!Posted by: pietro passanante at 05.05.04 02:45
vorrei pubblicare un libro come fare?
Posted by: Luciana at 26.04.04 11:47
sto’ scrivendo un libro di cucina mediorientale
accompagnato da storie della mia infanzia(iran)
come funziona il mondo dell’editoria?
a chi mi devo rivolgermi per i diritti d’autore.
grazie.
FrançoisePosted by: françoise at 24.04.04 17:29
Mi sono laureata in Architettura adesso e la mia tesi è di restauro. L’argomento che ho trattato è la Storia, la Conservazione e la Salvaguardia dei mosaici nel Duomo di Monreale, mi piacerebbe trovare qualche sponsor interessato alla pubblicazione della mia tesi.
Posted by: crisferruzza crisferruzza cristina sbacchi at 24.04.04 08:50
Mi sono laureata in Architettura adesso e la mia tesi è di restauro. L’argomento che ho trattato è la Storia, la Conservazione e la Salvaguardia dei mosaici nel Duomo di Monreale, mi piacerebbe trovare qualche sponsor interessato alla pubblicazione della mia tesi.
Posted by: crisferruzza crisferruzza cristina sbacchi at 24.04.04 08:47
Rispondo a Barin. Sono tornato su questo sito dopo tanto tempo e scopro che qualcuno mi ha risposto c.a. un’oretta fa. Mi son detto “bene” poi ho letto la risposta e subito sono scattato a controllare ciò che ho scritto. Non so se Marco si riferiva a me, non ho controllato ogni commento, comunque mi scuso se ho fatto io l’errore e poi rivedendo il mio vecchio commento……mamma quanti errori! Parole a cui mancavano delle lettere e altri. Che pasticcione eh? ciao a tutti
P.S. ho fatto errori qui? Ditemelo che se li ho fatti comincio a preoccuparmi seriamente!![]()
Posted by: FABIO T. at 23.04.04 22:59
rispondo a Fabio T. Complimenti, si vede che sei carico e spero che tu riesca a pubblicare il tuo libro. anche io sto tentando di scriverne uno ma ci sto mettendo un’infinità di tempo. Un certo Marco diceva che c’era qualcuno che osava dire di voler pubblicare un libro e poi scriveva PROPIO e non PROPRIO e credo che sei stato tu perchè l’ho vista solo lì quella parola. Ma poi che cosa vuol dire? credo che sia un errore di battitura, anche a me capita spesso e magari ne ho fatti anche in questa risposta… va bè ciao e in bocca al lupo anche agli altri.
Posted by: Barin at 23.04.04 22:12
be… non ho letto tutto quanto perché risultava troppo lungo… anch’io sono all’opera… sto scrivendo un libro di fantascienza e ho già fatto ben 4 quadernini scritti fitti fitti e ho incominciato il quinto… e so che mi manca…
È circa un anno che ci sto dietro e mi riesce non semplice… la mia storia è divisa in tre parti e l’inizio è un po’ drammatico…
Io cerco di pubblicarlo…
In fondo sto aiutando mia zia a completarne uno adatto ai bambini… il mio è più adolescenziale e con molti pensieri.
Chiedo ora: quali case editrici potrebbero accettare un libro di fantascienza??? Sopratutto scritto da un… be… se devo proprio ammetterlo… da una ragazza?
Siri“Non temere di percorrere una lunga strada se sei diretto verso coloro che hanno qualcosa da insegnarti”
Posted by: Siri at 23.04.04 17:04
be… non ho letto tutto quanto perché risultava troppo lungo… anch’io sono all’opera… sto scrivendo un libro di fantascienza e ho già fatto ben 4 quadernini scritti fitti fitti e ho incominciato il quinto… e so che mi manca…
È circa un anno che ci sto dietro e mi riesce non semplice… la mia storia è divisa in tre parti e l’inizio è un po’ drammatico…
Io cerco di pubblicarlo…
In fondo sto aiutando mia zia a completarne uno adatto ai bambini… il mio è più adolescenziale e con molti pensieri.
Chiedo ora: quali case editrici potrebbero accettare un libro di fantascienza??? Sopratutto scritto da un… be… se devo proprio ammetterlo… da una ragazza?
Siri“Non temere di percorrere una lunga strada se sei diretto verso coloro che hanno qualcosa da insegnarti”
Posted by: Siri at 23.04.04 17:03
Avendo fatto quaranta giorni di coma sto scrivendo un libro . Come devo fare per farlo leggere e pubblicarlo quando l’avro finito. La mia email e’ bettyyy_666@hotmail.com. Buona giornata
Posted by: Betty at 18.04.04 00:14
Sto scrivendo un libro e vi chiedo di aiutarmi a capire come devo muovermi per farlo pubblicare.
Mi interessa sapere anche come tutelarmi.
Quando si manda il manoscritto a una casa editrice come si fa a sapere che questa non rubi l’idea?
Un grazie anticipatoPosted by: Barbara at 12.04.04 20:01
Scripta manent…
…ma come manent se nessuno ce li pubblica, gli scripta?
Che vergogna…
Quando ho letto che bisogna PURE PAGARE, mi sono tirato un attimino un attimino indietro.
Bah, credo che il mio primo stipendio lo butterò via per pubblicare i miei manoscritti.
A meno che non vado a casa di Stephen King e:
1- lo minaccio con la sua macchina da scrivere, alla “Misery”;
2- gli lavo l’auto;
3- gli porto il babbà fatto in casa.
Ma che ce frega? Scriviamo, scriviamo.
Fai leggere una tua poesia ad una donna: per lei sarai un poeta.
Che devo fare se nel cassetto ho decine e decine di storie che “superano il numero di caratteri ammessi dall’editore” perché adoro scrivere, o “risultano politicamente scorretti” perché nel duemilaquattro vige ancora la tirannìa(non solo editoriale…)?
“Le faremo sapere”… COSA MI FARETE SAPERE, EH?
Che siete troppo occupati per dar conto ad un povero idiota che per sbaglio è nato in un’epoca dove i soldi mantengono in vita il cuore in cancrena del mondo?
Che la filosofia è morta insieme al millennio passato?
Che si è famosi solo quando si è proiettati nel tubo catodico, diventando i buffoni di corte delle bestie ignoranti che seguono da casa?
No, io non ci sto. Farò buon viso a cattivo gioco.
Vorrei diventare scrittore per dare voce ai miei pensieri, e materia alla mia voce.
E mi batterò, quando ormai varcherò la soglia degli “anta”, affinché possa trovare giovani che nel 2064 credono ancora che la penna ferisce più della spada. Che la penna ci rende dei, creatori. Che la penna rappresenta le ali che tutti noi abbiamo. O per meglio dire che abbiamo nascosto. Perché in quest’epoca c’è poco spazio per i sognatori.…ma nonostante ciò…io sogno…
Antonio L.
“Evil/Junior”, il Collezionista di Attimi (LSDPE)PS: scusate per lo sfogo, ma… QUANDO CE VO’, CE VO’!
Posted by: Antonio L. “E/j” at 26.03.04 14:17
se qualcuno conosce un editore serio, che me lo presti, non glielo disosso…forse, comunque io la penso così!
LA RICHIESTA DI CONTRIBUTO
Si può dare di più? E soprattutto si può offrire di meglio?Nel mondo della piccola-media editoria pratica assai diffusa è la proposta di pubblicazione con contributo. Presentata spesso in forme e modi diversi, può andare dalla prenotazione di un certo numero di copie dell’opera alla partecipazione di uno “sponsor” all’iniziativa, oppure una diretta e chiara richiesta di versamento di una somma di danaro. Può cambiare il nome ma non cambia la sostanza, lo scrittore deve pagare l’editore pubblicare.
Chi scrive questa pagina (Fabio Massimo) pensa non sia una vergogna pagare per un servizio, ma ritiene inutile iniziare a pubblicare a pagamento per un giovane scrittore che vuole emergere nel mondo del libro. Il problema infatti non è la realizzazione dell’opera, ma la distribuzione, infatti i piccoli-medi editori a pagamento sovente sono privi di una rete di distribuzione funzionale e capillare! Lo scrittore pagherà esclusivamente per vedersi consegnare un numero di copie del suo libro e sapere che un tot di volumi sono stati consegnati alle librerie con cui l’editore opera sul territorio. Ma una volta arrivati nella libreria, il libraio non sarà tenuto a dare risalto, collocare in vetrina con le ultime uscite o consigliare il libro ai possibili acquirenti. Per uno scrittore che vuole realmente sfondare si rivela un serpente che si morde la coda, senza contare poi l’importanza del prezzo di copertina, es.: chi comprerà uno sconosciuto Fabio Massimo a 15€ se un Pennac gli costerà 7€?
Per contro una pubblicazione a pagamento sarà la soluzione ideale per colore che si rivolgono ad un mercato chiuso e hanno già un contatto preferenziale con i loro potenziali lettori, es.: prof universitari- studenti, associazioni- iscritti, società- soci e dipendenti…
Senza contare chi si vuole soltanto levare una soddisfazione e omaggiare i suoi amici con la sua produzione artistica, in questo caso conviene fare un giro alla ricerca dell’editore che offra le condizioni di pubblicazioni più vantaggiose, e se è possibile prendersi un caffè con l’editor, che di solito è la vera anima della pubblicazione.
Posted by: Fabius at 20.03.04 01:33
Non immaginavo che per scrivere un romanzo dovevo perdere la mia sanità mentale.
Posted by: ago at 19.03.04 21:52
Pubblicato in centinaia di copie o rinchiuso nei cassetti della mia scrivania, brucerà per sempre.
Brucerà per sempre.
Posted by: Andrea at 19.03.04 14:04
sto scrivendo una serie di racconti ke riguardano un’unica storia,sono a carattere fantastico-novellistico,a sfondo amoroso…vorrei sapere come fare e a ki rivolgermi x pubblicarlo..ciao a tutti i pennisti
Posted by: Marco at 18.03.04 03:45
come tanti di voi, anche io ho scritto qualcosa. ora cercherò di farlo pubblicare, ma sono convinta che se non ci sarà nessuno disposto a credere in me, il mio libro resterà sempre motivo di orgoglio per me stessa, perchè ho dimostrato di saper fare qualcosa. “il resto è solo sabbia….”
Posted by: serena at 17.03.04 19:01
Quale curatore di ItaliaBlogOltre ringrazio Elisabetta Mori per le sue parole e tutti coloro che stanno arricchendo con il proprio contributo questi commenti. Certo che pubblicare un libro è difficile. Sono altresì sicuro che se i sogni fossero facilmente raggiungibili smetteremmo immediatamente di sognare. E in questo caso di scrivere.
Posted by: Pietro B. at 09.03.04 22:48
Scrittrice per diletto, sono diventata scrittrice a tutti gli effetti quando uno dei miei editori mi ha inviato per Natale un mucchietto di biglietti da visita con nome e cognome e il “Titolo” di scrittrice. Sì perchè oggi diventare uno scrittore pubblicato è come essere investito, al pari della memorabile corte di re Artù, di un titolo nobiliare.
Il mondo dell’editoria è un mondo, difficile abiguo, a senso unico e per molti aspetti perverso, chiuso come un aristocratico english club privato.
Ciò che dice Valentina è vero: all’editoria che conta si arriva, oggi, quasi sempre per vie traverse, perchè amico dell’amico, perchè vestito degli stessi colori politici del Direttore Editoriale, qualche volta per colpo di fortuna, una volta su centomila perchè incappi in un editore Mecenate. Per mia esperienza, evito di mandare alla ventura un dischetto, un manoscritto senza aver prima fatto una indagine, per così dire di mercato, su cosa vuole l’editore che deve ricevere il mio lavoro. Leggo il catalogo, mi informo dell tendenza del momento, cerco notizie sulla linea del Direttore editoriale che cambia continuamente e poi decido. Negli ultimi periodi il mio prodotto è rimasto nei cassetti della mia scrivania e lo tiro fuori solo per una stampa in proprio.
L’editore, scrissi una volta a Mauro Covacich che si lamentava di dover girare l’Italia per la promozione del suo ultimo libro, oggi è, ne più ne meno, che un’imprenditore la cui filosofia di vita si basa sul profitto: poco importa se ciò che gli perviene è una bella narrazione, magari colta e scritta con stile, o, semplicemente, un manoscritto insulso ma che farà vendere molto per l’ argomento trattato. Governa il suo animo la proposta che solleticherà la curiosità da guardone che c’è, inconscia, in ogni lettore, come quella del “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” o quella che si avvicinerà di più al gusto del momento, come la pseudoletteratura fantastica sfociata oggi in sottoprodotti di largo consumo. L’editore dice: “io stampo il libro ma tu devi lavorare per me alla stregua di qualsiasi altro dipendente”. Anzi, peggio”, data la consistenza dei diritti d’autore che vengo oggi concessi. Poichè i diritti d’autore sono esigui, (stringatissimi, poco più del 10% sul prezzo di copertina, tanto indica la legge sull’editoria) lo scrittore che sogna di farsi il castello in Umbria per andare là, “Dove lo porta il cuore”, dovrebbe vendere almeno 4 milioni di copie dello stesso libro, cosa che riesce ad un solo strafortunato ogni dieci anni. Dieci anni fa, appunto, toccò alla Tamaro, oggi è toccato a Melissa, tanto per restare nel patrio suolo. Libri di tutto spessore, letterariamente parlando, (quelli di un Ammanniti o di una Elisabetta Rasy, per citare due che a me piacciono molto) se riescono ad avere tirature di 600.000 copie devono ritenersi fortunati.
Ma allora non c’è alternativa a chi vuole vedere stampata nero su bianco la sua “fatica”? Purtroppo no. A meno di avere un portafoglio gonfio come il tipico Ego narcisista di chi scrive. L’editoria a pagamento, appunto.
Bene, questa è una libera scelta. Io posso testimoniare che è una trappola, uno specchietto per le le allodole. Un contratto di edizione a pagamento non va mai al di sotto dei 2000 euro, anche di più se il libro supera le 100 pagine e le condizioni, stabilite dall’editore, sono molto restrittive: presentazione del testo su dischetto, già corretto revisionato e impaginato,prima tiratura 500 copie tanto per saggiare il lettore, copie che non verranno MAI, e dico MAI, distribuite nelle famose 104 librerie (perchè la distribuzione costa) nè, tanto meno, promozione del libro stesso ; obbligo d’acquisto di almeno 250 copie da parte dell’autore, diritti d’autore praticamente inesistenti, se non quel misero 10% di cui ho parlato prima. Nessuna possibilità di contrattazione, tanto se tu rinunci c’è subito pronto un altro allocco (è così che ci vedono!) che vuole stampare: è l’EGO sadomasonarcisista che spinge a questa corsa al massacro? Credo proprio di sì.
Cosa faccio io dopo la mia prima esperienza nel campo dell’editoria a pagamento? Ho imparato a stampare i miei libri in proprio, ho imparato la grafica per le copertine, ho comprato una stampante laser, ho trovato un bravissimo rilegatore dilettante che prende 2 euro a rilegatura.
Certo non essendo io un editore il mio libro non può godere dell’ISBN necessario per essere venduto in libreria, ma 50 copie del libro home-made trovano la via di arrivare ai miei lettori nonchè estimatori. E per me è già un successo.
Parola di Elisabetta Mori.Posted by: Elisabetta at 09.03.04 12:30
sto scrivendo un libro e vorrei che mi aiutaste a capire come affrontare questo mondo editoriale una volta finito il libro quali sono i passi da fare?
Posted by: simona at 08.03.04 10:36
volere è potere
io riuscirò nell’impresa
non lascerò che ciò che ho scritto finisca per deteriorarsi nei files del mio computerPosted by: emon at 08.03.04 08:33
Scrivo poesie e racconti da quando ho 15 anni, ora ne ho 21 e come molti altri credo che le mie “creature” possano dare qualcosa ad un possibile lettore, ma l’ostruzionismo di varie case editrici nei confronti di autori emergenti non e’ un piccolo ostacolo. Il problema, a mio giudizio, e’ che se un qualsiasi autore partorisce una poesia od un racconto autoreferente,carico di metafore, sensazioni e fuori dagli schemi le possibilità di essere preso in considerazione diminuiscono drammaticamente. Purtroppo un compromesso, almeno per le prime opere, e’ inevitabile, altrimenti si rischia di scrivere e scrivere e scrivere solamente per la soddisfazione di farlo; nulla da dire,ma credo che molti giovani autori abbiano molto da dire e da insegnare. Ci dicono di essere originali, ma poi scartano a priori le opere piu’ fantasiose e fuori dagli schemi, mi chiedo se esista una soluzione……
Posted by: Simone Fiocco at 04.03.04 22:24
scrivere vuol dire impegno, impegno e ancora impegno, vuol dire pensare ad ogni parola, a come quest si lega alle altre ed al suono che produce, ogni buon libro ha un suo ritmo, una sua motivazione, difficile è per ogni scrittore esordiente scoprire quali essi siano.
Posted by: valeria at 04.03.04 19:36
sono un ex maresciallo dell’aeronautica militare
che ha scontato una pena di 4 anni per droga.
in car5cere ho scritto un libro (bellissimo per chi lo ha letto) fuori dagli schemi.
non so come publicarlo e a chi rivolgermi.
ne potremmo parlare, magari anticipando io le spese.
grazie e cordiali salutiPosted by: orazio at 04.03.04 11:13
per prima cosa imparate a scrivere, poi potrete pensare di far pubblicare un libro. Ma solo pensare. Per cominciare si scrive PROPRIO e non ‘propio’ come ha scritto qualcuno che ha anche il coraggio di affermare di aver scritto un libro. Leggete gente, leggete
Posted by: marco at 22.02.04 03:03
Quello che è scritto l’ho già sentito, per cui concordo anche se non ho un’esperienza diretta.
Io ho concluso un thriller e ne sto scrivendo un altro, ho già inviato una copia ma sono in attesa di risposta, l’ho finito due anni fa e ancora aspetto….perchè?
Sinceramente anche perchè non mi sembra così tanto facile capire i passi da fare e dove cercare. In questo caso internet facilita da un lato le cose, ma dall’altro offrendo molte possibilità e siti rende più faticoso capire quale sia la strada migliore da intraprendere perdendo così un sacco di tempo.
Gradirei qualche consiglio, tenendo anche conto che questa passione, nata dalla lettura e dall’interesse criminalistico che è affiorato così inaspettatamente, mi porterebbe anche a spendere di tasca mia i soldi per la pubblicazione.
E’ già stata letta da un pò di gente che ha dato una buona valutazione, e ne sto scrivendo un’altra ancora più interessante, ma onestamente l’attesa sta logorando un pò la vena letteraria.
Ciao!Posted by: Paolo at 16.02.04 11:02
siamo in tanti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Posted by: adriana at 13.02.04 12:57
anch’io ho iniziato a scrivere un libro e non so come muovermi, come fare per pubblicarlo…
Posted by: antonella at 07.02.04 12:24
Ho scritto un libro. Una storia fatta di sensazioni, emozioni, piccoli gesti del quotidiano, vino, natura, rapporti con se stessi, personificazioni dei pensieri. Ho scritto un libro e ne sto scrivendo un altro. Un paradosso del parallelismo tra il teatro del quotidiano e quello di ognuno di noi. E i demiurghi, che nell’ ombra lavorano. Anch’ io ho cercato di proporre gli scritti e le poesie. Rimango con la soddisfazione fine a se stessa. Un saluto ai colleghi di penna e buon scorrere di inchiostro. Diego
Posted by: Diego at 06.02.04 16:56
>rispondo a pipystrello
non saprei indicarti una cifra. è meglio che ti rivolgi direttamente alle case editrici. loro sapranno sicuramente dirti il prezzo.
sul mio blog trovi un po’ di link ai siti di varie case editrici. ciao e in bocca al lupo!Posted by: bellachioma at 02.02.04 20:51
salve io sto scrivendo alcune frasi d’amore…e sto ad un buon punto…ora però vorrei sapere come fare per pubblicarle???io sono disposto anche a finanziare la mia pubblicazione…ma non ho la più pallida idea di quanto si tratta di “sborsare”…chiedo orientativamente di quanto più o meno si debba pagare….
Posted by: Pipystrello at 02.02.04 03:07
cioa,anche io sto scrivendo un libro,e capisco come vi potete sentire!Forse dovremmo solo continuare ad amare quello che stiamo facendo…e poi chissa’, qualcuno si accorgera’ di noi…bacio
Posted by: silvia at 31.01.04 14:44
per salvatore e fabio:
mettetecela tutta, avete tutta la mia ammirazione e il mio incoraggiamento! “la forutna dovrebbe aiutare gli audaci”, speriamo proprio di sì! e consoliamoci pensando che taricone in libreria già non c’è più ..
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Posted by: bellachioma at 17.01.04 23:50
rispondo a cj giannolo:
>Ho scritto un libro per l’infanzia e non so come muovermi. Sapreste darmi un consiglio? A chi potrei rivolgermi, anche spendendo inizialmente dei soldi?
invia il libro alle case editrici che si occupano di infanzia. ce ne sono molte, anche locali. la salani pubblica un tot di libri per ragazzi.
se poi sei disposto a finanziare la pubblicazione non credo avrai problemi, soprattutto con le piccole case editrici.Posted by: bellachioma at 17.01.04 23:45
rispondo a michel:
complimenti, in bocca al lupo e buon lavoro!
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Posted by: bellachioma at 17.01.04 23:42
rispondo a stefania, dario e gabriele:
l’unico consiglio che posso darvi è puntare nell’opera in cui credete e sottoporla alle case editrici che si occupano del vostro genere. non tutte le case editrici infatti pubblicano tutto, è sempre bene conoscere prima gli obiettivi dell’editore. e non fissatevi sui pesci grossi: certo, toccate anche quei pilastri, ma non dimenticate le piccole case editrici, dove anche con poco contributo o senza investimento è possibile pubblicare un testo, che potrà, con legittimo isbn, entrare nel circuito e arricchire il vostro cv. poi l’opera pubblicata, anche da pinco-panco, può essere inviata con maggiore identità ai critici delle riviste, può fare marketing.
e pensate sempre agli scrittori che leggete, alle loro storie, a come hanno fatto per diventare scrittori.
camilleri, eccekllente autore di teatro e tv, è stato scoperto tardi come romanziere e pubblicato da sellerio, piccola casa editrice siciliana che con lui - ed altri dignitosissimi titoli - si è lanciata sul mercato nazionale.
la mazzucco prima di pubblicare “il bacio della medusa” ha girato per più di un anno. poi finalmente ha incontrato chi ha creduto in lei.
il fenomeno melissa p. è arrivata da fazi con una semplice e-mail
cristiano cavina ha pubblicato il suo primo libro “alla grande” grazie ad un corso di scrittura tenuto dalla scuola holden, dove ha incontrato chi ha creduto in lui.
vikram seth, che ha venduto milioni di copie de “il ragazzo giusto”, spedì un pacco enorme, con 1500 cartelle, ad un editore londinese: l’editore lesse e lo chiamò.
fare l’editore è cosa difficile, devi saper guardare oltre, guardare anche alle potenzialità dell’autore. e di gente seria nel campo dell’editoria ce n’è. per fortuna.
in bocca al lupo e scrivete!![]()
Posted by: bellachioma at 17.01.04 23:40
>grazie per la fiducia che ci da risponda alla e mail ministramoratti@virgilio.it e si fidi delle potenzialità di questa opera.
rispondo ad alberto ed alessandra: io non sono editrice, nè lavoro per casa editrice, mi dispiace, cmq complimenti e in bocca al lupo!
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Posted by: bellachioma at 17.01.04 23:28
anche a lei chiediamo di leggere questo frammento del nostro libro, lo legga e ci dia fiducia
frammento del 12 capitolo
Il palazzo era accogliente, le votazioni furono rapide perché l’altro candidato era Mister Universo. Erano già stati eliminati sessantatre partecipanti. Il momento della elezione finale era stato emblematico. Ianamiroh era abbracciato con Mister Universo, e il primo ministro Giraddo diceva : “Il vincitore ed erede al trono dell’anno in corso è …” la suspance era alle stelle e Ianamiroh era tutto emozionato “… il nuovo sultano è…” tutti erano nervosi e tesi come corde di violino “…è…” tutti cominciavano a seccarsi dell’attesa e alcuni volevano andarsene quando “…Ianamiroh!!!”. Tutti i candidati che erano stati eliminati, e anche il perdente, corsero in preda alla frenesia ad abbracciare il giovane. La situazione era un po’ più logica quando dopo alcuni minuti, certi si accorsero che non c’era nulla da festeggiare perché loro avevano perso e Ianamiroh aveva vinto e ripensarono a tutti i concorsi di Miss Italia dove le ragazze falsissime corrono dalla vincitrice a festeggiarla, quando in realtà vorrebbero solo strangolarla. Ianamiroh scoppiò a piangere e la madrina gli mise la corona in testa. Tutti andarono al Party in onore del nuovo sultano, e poi tutti alla festa di compleanno di Hori. Il 26 aprile sarebbe passato come il giorno . Il giorno dopo passarono padre e figlio a dormire per farsi passare la sbronza. Il secondo giorno il primo ministro Giraddo urlava nella stanza vicina e Ianamiroh fu svegliato. Ianamiroh, che aveva capito come andavano le cose, decise che era ora di cambiare alcune leggi e disse : “E’ ora di cambiare alcune leggi, portatemi la costituzione… con le leggi.”. Passò molto tempo a revisionare la costituzione. Il primo ministro Giraddo non era molto contento però era molto vigile su ogni decisione di Ianamiroh : “Oplhà, Sultano questa legge è meglio lasciarla così come è, inutile cambiarla”. Iana rispose: “Senti Giraddo la legge dice: Il primo ministro ha diritto ad abusare di tutte le donne del regno. Non ha senso e non è motivata.” Il primo ministro dovette arrendersi all’evidenza… Iana si presentò ai sultani. Il giorno seguente disse che alcune leggi che avevano fatto le aveva modificate e ne elencò alcune di nuove: “D’ora in poi ai pinguini sarà proibito fumare in tutti i locali pubblici, tutti i camerieri dei locali notturni verranno catalogati e tenuti d’occhio da un gruppo di segugi violenti, non saranno più utilizzate tutte le parole che finiscono in ato eto yui e giobbi, inoltre tutti i soldi dei cinque sultani saranno devoluti in beneficenza, e tutti gli orfanotrofi verranno puliti, perché sono stufo che quando entro sento solo odore da piedi puzzolenti o da olio di ricino”. Il giorno dopo la delegazione dei pinguini fece presente che è già la seconda legge che li riguarda direttamente, dopo la legge che dice che prima di entrare nei monasteri, e nei servizi Bancoposta devono lavarsi i piedi. Iana disse : “Farò una legge in vostro favore, chi di voi aprirà il becco per obbiettare ancora una mia decisione, avrà la fortuna di diventare improvvisamente cieco. Per cominciare cavate gli occhi a quel pinguino laggiù di modo che gli altri imparino”. Tutti i pinguini osservavano inorriditi, e ci fu un momento di sgomento quando al posto degli occhi gli fu messo del pongo. Iana disse : “Così assomigli di più a Pingu!”. Dopo questa ribellione di pinguini sedata, Iana si dovette occupare di alcuni processi. Il primo riguardava una coppia di uomini: il primo era Mattippi che aveva una azienda che produceva focacce liofilizzate, il secondo Giulianos aveva perso entrambi i figli, perché avevano mangiato le focacce. Giulianos disse: “Sono morti per quelle focacce avvelenate, ed è morta altra gente, ad esempio quei turisti di Minneapolis…” Mattippi rispose : “Non è vero, non sono morti a causa delle focacce” Giulianos ribattè : “Si erano accasciati a terra, ma lui li ha fucilati con una carabina. Ma stavano morendo già di loro” Mattippi: “Ma sono morti perché io gli ho sparato, vede giudice questo uomo dice il falso, come si può credere che avesse dei figli, sta mentendo, io quelle focacce non le ho nemmeno mai viste…” Iana disse : “Ma se non sono morti a causa delle focacce, quei turisti non sono una prova, Mattippi è innocente, e Giulianos è un visionario, arrestatelo. Inoltre portate un mazzo di fiori a quei turisti, e distruggete le false tombe dei figli”. Nel secondo processo venne un certo Iamation che voleva farsi Giustizia, la saggia del paese. Questa però non era d’accordo perché era sposata con il padre di Iamation, lei disse: “Non sono d’accordo perché sono sposata con il padre di Iamation”. Ianamorih disse: “D’ora in poi voi due lavorerete come zerbini per cammelli e come tovaglioli dei giganti Lubmib e Andrea. Arrestateli e vestiteli di bianco!”. L’ispirazione di Ianamiroh si stava esaurendo e decise che ora di smetterla con questi processi, d’ora in poi chi aveva ragione o chi aveva torto, si sarebbe deciso con una partita a scacchi, detta anche “la partita decisiva” o “l’ennesima ingiustizia dei potenti”.
grazie per la fiducia che ci da risponda alla e mail ministramoratti@virgilio.it e si fidi delle potenzialità di questa opera.
alberto pilato e alessandra napoletano
copyright
Posted by: aliante at 16.01.04 23:00
anche a lei chiediamo di leggere questo frammento del nostro libro, lo legga e ci dia fiducia
frammento del 12 capitolo
Il palazzo era accogliente, le votazioni furono rapide perché l’altro candidato era Mister Universo. Erano già stati eliminati sessantatre partecipanti. Il momento della elezione finale era stato emblematico. Ianamiroh era abbracciato con Mister Universo, e il primo ministro Giraddo diceva : “Il vincitore ed erede al trono dell’anno in corso è …” la suspance era alle stelle e Ianamiroh era tutto emozionato “… il nuovo sultano è…” tutti erano nervosi e tesi come corde di violino “…è…” tutti cominciavano a seccarsi dell’attesa e alcuni volevano andarsene quando “…Ianamiroh!!!”. Tutti i candidati che erano stati eliminati, e anche il perdente, corsero in preda alla frenesia ad abbracciare il giovane. La situazione era un po’ più logica quando dopo alcuni minuti, certi si accorsero che non c’era nulla da festeggiare perché loro avevano perso e Ianamiroh aveva vinto e ripensarono a tutti i concorsi di Miss Italia dove le ragazze falsissime corrono dalla vincitrice a festeggiarla, quando in realtà vorrebbero solo strangolarla. Ianamiroh scoppiò a piangere e la madrina gli mise la corona in testa. Tutti andarono al Party in onore del nuovo sultano, e poi tutti alla festa di compleanno di Hori. Il 26 aprile sarebbe passato come il giorno . Il giorno dopo passarono padre e figlio a dormire per farsi passare la sbronza. Il secondo giorno il primo ministro Giraddo urlava nella stanza vicina e Ianamiroh fu svegliato. Ianamiroh, che aveva capito come andavano le cose, decise che era ora di cambiare alcune leggi e disse : “E’ ora di cambiare alcune leggi, portatemi la costituzione… con le leggi.”. Passò molto tempo a revisionare la costituzione. Il primo ministro Giraddo non era molto contento però era molto vigile su ogni decisione di Ianamiroh : “Oplhà, Sultano questa legge è meglio lasciarla così come è, inutile cambiarla”. Iana rispose: “Senti Giraddo la legge dice: Il primo ministro ha diritto ad abusare di tutte le donne del regno. Non ha senso e non è motivata.” Il primo ministro dovette arrendersi all’evidenza… Iana si presentò ai sultani. Il giorno seguente disse che alcune leggi che avevano fatto le aveva modificate e ne elencò alcune di nuove: “D’ora in poi ai pinguini sarà proibito fumare in tutti i locali pubblici, tutti i camerieri dei locali notturni verranno catalogati e tenuti d’occhio da un gruppo di segugi violenti, non saranno più utilizzate tutte le parole che finiscono in ato eto yui e giobbi, inoltre tutti i soldi dei cinque sultani saranno devoluti in beneficenza, e tutti gli orfanotrofi verranno puliti, perché sono stufo che quando entro sento solo odore da piedi puzzolenti o da olio di ricino”. Il giorno dopo la delegazione dei pinguini fece presente che è già la seconda legge che li riguarda direttamente, dopo la legge che dice che prima di entrare nei monasteri, e nei servizi Bancoposta devono lavarsi i piedi. Iana disse : “Farò una legge in vostro favore, chi di voi aprirà il becco per obbiettare ancora una mia decisione, avrà la fortuna di diventare improvvisamente cieco. Per cominciare cavate gli occhi a quel pinguino laggiù di modo che gli altri imparino”. Tutti i pinguini osservavano inorriditi, e ci fu un momento di sgomento quando al posto degli occhi gli fu messo del pongo. Iana disse : “Così assomigli di più a Pingu!”. Dopo questa ribellione di pinguini sedata, Iana si dovette occupare di alcuni processi. Il primo riguardava una coppia di uomini: il primo era Mattippi che aveva una azienda che produceva focacce liofilizzate, il secondo Giulianos aveva perso entrambi i figli, perché avevano mangiato le focacce. Giulianos disse: “Sono morti per quelle focacce avvelenate, ed è morta altra gente, ad esempio quei turisti di Minneapolis…” Mattippi rispose : “Non è vero, non sono morti a causa delle focacce” Giulianos ribattè : “Si erano accasciati a terra, ma lui li ha fucilati con una carabina. Ma stavano morendo già di loro” Mattippi: “Ma sono morti perché io gli ho sparato, vede giudice questo uomo dice il falso, come si può credere che avesse dei figli, sta mentendo, io quelle focacce non le ho nemmeno mai viste…” Iana disse : “Ma se non sono morti a causa delle focacce, quei turisti non sono una prova, Mattippi è innocente, e Giulianos è un visionario, arrestatelo. Inoltre portate un mazzo di fiori a quei turisti, e distruggete le false tombe dei figli”. Nel secondo processo venne un certo Iamation che voleva farsi Giustizia, la saggia del paese. Questa però non era d’accordo perché era sposata con il padre di Iamation, lei disse: “Non sono d’accordo perché sono sposata con il padre di Iamation”. Ianamorih disse: “D’ora in poi voi due lavorerete come zerbini per cammelli e come tovaglioli dei giganti Lubmib e Andrea. Arrestateli e vestiteli di bianco!”. L’ispirazione di Ianamiroh si stava esaurendo e decise che ora di smetterla con questi processi, d’ora in poi chi aveva ragione o chi aveva torto, si sarebbe deciso con una partita a scacchi, detta anche “la partita decisiva” o “l’ennesima ingiustizia dei potenti”.
grazie per la fiducia che ci da risponda alla e mail ministramoratti@virgilio.it e si fidi delle potenzialità di questa opera.
alberto pilato e alessandra napoletano
copyright
Posted by: aliante at 16.01.04 23:00
Ciao, sono una veterinaria e sto scrivendo anch’io un libro, vorrei avere delle informazione sul come e dove perlomeno tentare di farlo pubblicare. grazie
Posted by: stefania at 16.01.04 13:53
io vorrei sapere cosa fare se volessi far “pubblicare” un libro o per lo meno in che modo posso muovermi.
graziePosted by: dario at 24.12.03 19:30
Mi chiamo Gabriele e ho appena 21 anni.Spero che di possibilità almeno nella pubblicazione di veri talenti nella srittura ce ne siano,dato che provengo dal fallimento di un contratto discografico,e vi garantisco che quel mondo per quel poco che l’ho conosciuto,è parecchio triste.Ormai è in declino!Troppi intrallazzi!
Se volessi far leggere i due presunti libri che ho scritto come posso muovermi?
Da principiante vi chiedo aiuto…Posted by: Gabriele at 23.12.03 17:02
bhè…certo è che tutto ciò non esalta…ad ogni modo io sono giovane e voglio sperare che tutto vada in meglio.Ho vinto qualche anno fà un premio per la poesia e ora stò scrivendo un racconto per gli adolescenti…spero di poterlo pubblicare.sarebbe un’ottimo spunto di riflessione per genitori e ragazzi.Coraggio…non desistete dal perseguire i vostri sogni.Un abbraccio.
Posted by: michel at 12.12.03 11:51
Un consiglio forse te lo può dare Elisabetta Mori di teneraelanotte.blogspot.com, tentar non nuoce…
Posted by: Pietro B. at 03.12.03 20:14
…solo una domanda. Ho scritto un libro per l’infanzia e non so come muovermi. Sapreste darmi un consiglio? A chi potrei rivolgermi, anche spendendo inizialmente dei soldi? Grazie e ciao. clintonjason@hotmail.com
Posted by: c j giannolo at 03.12.03 17:13
…solo una domanda. Ho scritto un libro per l’infanzia e non so come muovermi. Sapreste darmi un consiglio? A chi potrei rivolgermi, anche spendendo inizialmente dei soldi? Grazie e ciao. clintonjason@hotmail.com
Posted by: c j giannolo at 03.12.03 17:13
Approvo, approvo, approvo!!! le stesse cose le ho sempre pensate anch’io e finalmente ho avuto la certezza.
ho quasi finito di scrivere un libro di fantascienza a mio parere (e anche secondo alcune persone a cui l’ho fatto leggere) molto bello. stavo propio cercando in internet come poter pubblicare un libro e grazie a ciò che ho letto in questa pagina mi sono caricato e ho pensato “Devo mettercela tutta perchè il libro è mio, è parte di me e lo voglio pubblicare!”. quindi vorrei dire a tutti gli autori che stanno aspettando la buona occasione, continuate a propvare senza mai demordere. da parte mia spero di riuscirci, di pubbliare il mio libro anche perchè ne ho in preparazione altri cinque.
saluti e buona fortuna a tutti.Posted by: Fabio Troncana at 30.11.03 14:43
Condivido e sottoscrivo. E’ da circa dieci mesi che attendo risposte da qualche casa editrice per l’eventuale pubblicazione di un mio saggio. Praticamente silenzio. Nel frattempo però mi devo sorbire le splendide “perle di saggezza” del “Taricone” o del “Totti” di turno, e la raccolta di storie semipornografiche del “best seller della letteratura italiana” “Cento colpi di spazzola ecc.” Così va il mondo, ma non demordo. Sto scrivendo il secondo libro. E’ vero che per i cavalieri vivere o morire era la stessa cosa, ma è pur vero che la fortuna dovrebbe aiutare gli audaci…..
SalutiPosted by: Salvatore Migliore at 22.11.03 17:40
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Marzo 20th, 2008 at 14:04
Dal dicembre 2006 non ci sono stati altri interventi nei commenti e la causa è stata un problema tecnico che inibisce l’utilizzo degli stessi.
Adesso è possibile nella nuova casa di BlogOltre e di questo bel post della Tampellni se si vuole proseguire con la discussione su “Come Pubblicare un libro”.