Qualcuno inizia a capire

Aprile 24th, 2008 Pietro B. Posted in Citazioni, informativo Comments Off

Time

Adesso anche un numero speciale del TIME. Sembra proprio che qualcuno si stia accorgendo che è tempo di cercare delle soluzioni al disastro che l’uomo ha apportato alla biosfera, anzi che proprio non c’è più tempo. E speriamo che ad accorgersi siano soprattutto le oligarchie economiche di cui parla Hervé Kempf nel suo libro Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta (ed. Garzanti). Hervé è ottimista, ed infatti scrive:

[…] Poi ci sono le forze.
La principale, certo, è la potenza stessa del sistema.
Gli scacchi che l’attendono non basteranno da soli a sconfiggerlo poiché, come abbiamo visto, potrà trovarsi nella situazione di usarli come pretesto per instaurare un autoritarismo liberato dagli orpelli della democrazia. Ciò nonostante, i movimenti sociali si sono risvegliati, e possiamo pensare che continueranno ad accrescere la loro potenza. Ma non potranno portare da soli il peso del montare della repressione: bisognerà che le classi medie e una parte dell’oligarcbia, che non è monolitica, prendano nettamente posizione a favore delle libertà civili e del bene collettivo.
I mass media costituiscono un nodo cruciale. Essi oggi sostengono il capitalismo per via delle loro esigenze economiche: in realtà dipendono, per la: maggior parte, dalla pubblicità. Ciò rende loro difficile spendersi a favore della diminuzione dei consumi. Lo sviluppo della stampa gratuita, che non vive se non di pubblicità, accresce per di più la pressione sui giornali a pagamento a grande diffusione, i quali sono così entrati nel girone delle grandi imprese industriali. Non è certo che le possibilità d’informazione create da Internet, benché immense e fin tanto che resteranno aperte, bastino a controbilanciare il peso dei mass media diventati nel frattempo i portavoce dell’oligarchia. Malgrado ciò, la corporazione dei giornalisti non è ancora totalmente asservita, e potrebbe risvegliarsi al cospetto dell’ideale di libertà.
La terza forza, barcollante, è la sinistra. Da quando la sua componente socialdemocratica è diventata il suo centro di gravità, essa ha abbandonato l’ambizione di trasformare il mondo. Il compromesso con il liberalismo l’ha portata ad adottarne completamente i valori al punto che non osa più, se non con un’estrema prudenza di linguaggio, deplorare le disparità sociali. Oltretutto essa manifesta un rifiuto caricaturale a interessarsi realmente all’ecologia. La sinistra resta confinata nell’idea di progresso così com’era concepita nel XIX secolo, crede ancora che la scienza operi come al tempo di Louis Pasteur, intona il mantra della crescita senza la minima traccia di spirito critico. Piuttosto che parlare di «socialdemocrazia», d’altronde, sarebbe senza dubbio più pertinente parlare di «socialcapitalismo». Ma nonostante tutto, le sfide del XXI secolo possono forse essere affrontate da altri se non dai figli di coloro che misero la disuguaglianza al primo posto tra i motivi della loro rivolta? Questo iato è il nocciolo della vita politica. La sinistra rinascerà unificando le questioni della disuguaglianza e dell’ecologia - o, inetta, sparirà nel disordine generale che la travolgerà alla pari di tutto il resto.

E tuttavia, siamo ottimisti.
Ottimisti perché, sempre più numerosi, comprendiamo, a dispetto di tutti i conservatori, la novità storica della situazione. Noi viviamo una nuova fase, inedita, nella storia della specie umana: il momento in cui avendo conquistato la Terra, e raggiunto i suoi limiti, essa deve pensare altrimenti al suo rapporto con la natura, allo spazio, al suo destino.
Ottimisti nella misura in cui la coscienza dell’importanza storica delle questioni attuali si diffonde, nella misura in cui lo spirito di libertà e di solidarietà si risveglia. Dopo Seattle e la contestazione del WTO del 1999, la bilancia ha ‘ cominciato a pendere dall’altra parte, verso una preoccupazione collettiva nei confronti delle scelte riguardanti il futuro, e la ricerca di una cooperazione anziché di una competizione. La battaglia abbastanza riuscita anche se non ancora vinta contro gli OGM, la firma da parte della comunità internazionale del protocollo di Kyoto nel 2001 malgrado il rifiuto degli Stati Uniti, il rifiuto dei popoli europei di partecipare all’invasione dell’Iraq nel 2003, la bocciatura del progetto capitalista di Costituzione europea nel 2005 sono i segni che il vento dell’avvenire ha ricominciato a soffiare. Nonostante l’enormità delle sfide che ci attendono, emergono nuove soluzioni e, di fronte alle prospettive sinistre promosse dagli oligarchi, rinasce la voglia di rifare il mondo
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Inchiesta sul Sindacato

Aprile 23rd, 2008 Pietro B. Posted in informativo 2 Comments »

L’Altra Casta

L’Altra Casta, privilegi, carriere, misfatti e fatturati da multimazionale. L’Inchiesta sul Sindacato di Stefano Livadiotti, Edizioni Bompiani.

Questo libro, è bene chiarirlo fin da subito, non intende certo mettere in discussione l’istituzione sindacato, cui nessuno si sogna di disconoscere una serie di meriti storici. […] L’obiettivo è semmai puntato sul processo di degenerazione che il ruolo del sindacato sembra aver conosciuto negli ultimi anni e di cui l’opinione pubblica dà mostra di aver colto chiari segnali, manifestando un senso di rigetto che gli attuali leader sindacali farebbero bene a prendere molto sul serio.

[…] Cgil, Cisl e Uil hanno, tutte insieme 11 milioni, 731 mila e 269 tesserati (dati 2006). Di questi, 5 milioni, 767 mila e 103, pari al 49,16% sono pensionati. […] E’ la prima vistosa anomalia italiana, dal momento che in Francia e in Germania coloro che sono usciti dal mondo del lavoro rappresentano non più del 20% degli iscritti ai rispettivi circuiti sindacali. In ogni caso, i tesserati ancora in attività non arrivano alla quota dei 6 milioni. Sono, per la precisione, 5 milioni, 964 mila 166. Che, su un totale nazionale di 22 milioni e 988 mila lavoratori (dato Istat 2006), vuol dire il 25,9%.
[…]In prospettiva, poi se non si danno una svegliata, con la pregressiva crescita del terziario sono destinate a continuare con il passo del gambero. E a caratterizzarsi ancora più come il sindacato di coloro che, in qualche modo, dipendono comunque dalla mano pubblica. Già oggi, infatti, secondo i calcoli dell’ex Cgil Giuliano Cazzola, se si sommano ai pensionati i lavoratori dell’amministrazione statale, dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni, il 70% degli iscritti a corso d’Italia è a libro paga dello stato. Il mercato, insomma, l’ha visto solo in cartolina. Un dato che da solo basta a spiegare il forte istinto conservatore delle tre confederazioni.

Questi brani li ho scelti tra le prime 16 pagine del libro che ne conta 237 indici inclusi. Vi lascio immaginare il resto che si intuisce comunque dal titolo. L’autore Stefano Livadiotti è un giornalista economico de L’espresso, e la premessa che ho riportato dello stesso autore dovrebbe spazzare il campo da troppo facili dietrologie ideologiche.

Cgil, Csil e Uil ed i loro dirigenti dovrebbero dare una risposta chiara al libro non chiudendosi a riccio ma rinnovandosi profondamente, rifondandosi. Prima che il vento della protesta e dell’indignazione spazzi via loro e i loro privilegi di casta.

Stefano Livadiotti
(Stefano Livadiotti)

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Altri brani tratti dal libro:
- Antonio Vergara

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Schede Elettorali e la Confusione Sovrana

Aprile 6th, 2008 Pietro B. Posted in informativo, multimediale No Comments »

scheda_elettorale.JPG
(foto da la Repubblica)

La notizia è che qualcuno si è accorto che le schede elettorali per le elezioni del 13-14 Aprile 2008 sono “confuse”. Silvio Berlusconi addirittura ha fatto un appello al Presidente Napolitano. Cerchiamo di ricostruire l’accaduto e di capire se c’è rimedio.

Tra i primi a parlarne Antonio Di Pietro che si è adoperato in tutti i modi per far rivedere il modello della scheda elettorale. Nel suo blog spiega tutto questo in un video:.

 
icon for podpress  Di Pietro e le schede elettorali: Play Now | Play in Popup | Download
Secondo Di Pietro il Viminale ha seguito troppo pedissequamente la legge Berlusconi-Pisanu (decreto dell’8 Marzo 2006) cosa che ha portato ad una confusione grafica per cui avere 10 finte coalizioni sulla stessa riga (vedi la forto in capo al post) può produrre nell’elettore un certo grado di errore. Ed indica nel contempo la soluzione:

Veltroni è appoggiato da due partiti: il Partito Democratico, ma anche l’Italia dei Valori. Allora si deve sapere che il voto, al partito democratico o all’Italia dei Valori, si riferisce allo stesso programma e allo stesso candidato premier. Ma in questo modo, con questo modello di scheda elettorale, non si rileva. Bastava mettere le caselle in verticale, invece che in orizzontale, e avremmo avuto plasticamente e visivamente la chiarezza che ci sono due partiti che appoggiano lo stesso candidato premier.

Anche in ambienti di centro-destra, come si diceva, c’è della preoccupazione, come scrive il Giornale:

Saranno penalizzate in particolare le due coalizioni Pdl-Lega e Pd-Idv. I loro simboli sono uniti in un modo che può facilmente ingannare l’elettore inducendolo a segnare la croce su entrambi i simboli invece che su uno solo. Ma mettendo una croce sui simboli, per esempio, di Pd e Idv, l’effetto è quello di invalidare la scheda, benché i due partiti siano coalizzati. Stesso discorso per Pdl e Lega nelle circoscrizioni del Nord, e Pd e Mpa al Sud. Antonio Di Pietro chiede un provvedimento d’urgenza al ministro dell’Interno, per passare dal modello orizzontale a quello verticale e rendere così più chiara la lettura della scheda: «Ora non è possibile riconoscere quali sono i partiti coalizzati, in quanto messi alla rinfusa uno affianco all’altro - dice Di Pietro -. L’Idv si trova magari di fianco a Pdl e il Pd a fianco della destra fascista. Questo mette in condizione il cittadino di impaurirsi quando vede quella scheda e di allontanarsi da quel che pensa essere il suo partito di riferimento perché lo vede confuso con altri simboli.

Il Partito Democratico per bocca di Dario Franceschini (numero 2 del pd) dichiara oggi su la Repubblica:

La scheda elettorale è molto brutta, rischia di confondore. Ma purtroppo è un altro dei tanti frutti avvelenati della legge elettorale, la porcata di Calderoli.

Walter Veltroni, fonte la Repubbica, sembra voler ridimensionare la faccenda derubricandola alla vecchia polemica sui brogli:

“Basta! Sono anni e anni che si sente solo parlare di brogli, penso che gli italiani non ne possano più. E penso anche - conclude - che quando si arriva a questi argomenti vuol dire che si ha paura di perdere”.

Cosa si fa a questo punto? I tempi per ristampare tutte le schede con una logica verticale anziché orizzontale non ci sarebbero o siamo al limite visto che qualcuno dice che si dovrebbe fare tutto entro mercoledì 9 Aprile. Inoltre il Viminale nella figura del ministro Amato (non per niente soprannominato il dott. Sottile) dice che lui ha semplicemente applicato la legge.
L’unica soluzione a questo punto sembrerebbe essere: informare, informare ed ancora informare. Dei giornalisti a Torino han fatto ieri la prova a far votare 150 persone di varie fasce di età, passanti per caso in un parco cittadino, e a loro dire che nessuno ha sbagliato a votare. Dunque, sperando nell’intelligenza degli elettori italiani, informiamo!

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Il Sole-24 Ore di oggi ci indica in modo visuale qual’è il modo corretto di votare e quali sono i casi nulli o a rischio contestazione:

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Dopo aver capito come votare formalmente in modo corretto magari sarà utile informarsi bene su chi stiamo votando.

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Stefano Montanari & l’Articolo 32

Marzo 31st, 2008 Pietro B. Posted in commentatore, informativo, multimediale No Comments »

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Cosa voterò io nelle elezioni del 13 e 14 Aprile prossimo venturo non è un mistero. Le mie scelte però non mi rendono cieco e sordo a ciò che vado incontrando nel mio viaggio tra i blog italiani ed in particolar modo mi hanno interessato i  riferimenti ad una lista civica a cui non posso non guardare con simpatia,  Per il bene Comune, con tanto di sito, blogmanifesto etico e programma, formata da uno scienziato come Stefano Montanari che vorrebbe porre al centro del dibattito politico l’Articolo 32 della Costituzione Italiana quello per intenderci che riguarda il diritto alla salute.

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Ma non ha vita facile. Scrive infatti nel suo blog a proposito dei rapporti con la stampa:

Tra i tanti casi d’interesse medico, m’imbatto sempre più spesso in giornalisti o, meglio, in personaggi che si autodefiniscono tali, che “la sanno lunga” e che mi trattano per quello che sono: da dilettante. Nella loro spocchia, ciò di cui non si accorgono è che è il “professionismo” loro e di chi li imbecca ormai per inveterata tradizione ad averci condotto dove siamo ora. Né si accorgono di quanto fino ad ora abbiano vissuto in una sorta di mondo illusorio dove il più comune buon senso è stato gettato alle ortiche, dove la legalità esiste solo laddove faccia comodo a chi “conta”, dove l’informazione passa attraverso filtri che molto annullano e quasi tutto ciò che passa è distorto, e dove persino la scienza è stata bandita. Presunzione, questa, che ci sta costando carissimo.

Per completezza d’informazione e sperando di far cosa gradita a chi passa da questi lidi web propongo l’ascolto dell’interessante conferenza stampa che Montanari ha tenuto al Senato per presentare la sua lista civica. E consiglio di scaricare questo file da scompattare che contiene tutti gli interessanti documenti PDF disponibili nel blog di Stefano Montanari.

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Guerre Infinite

Marzo 28th, 2008 Pietro B. Posted in informativo No Comments »


Scarica il PDFRapporto Completo MSF sulle “Crisi Dimenticate”

 [Fonte: GuidaSicilia.it]

In questi giorni quaranta organizzazioni umanitarie hanno lanciato un accorato appello affinché il mondo non si dimentichi della Somalia: le organizzazioni hanno chiesto alla comunità internazionale e alle parti in conflitto nel Paese del Corno d’Africa di intervenire con urgenza per risolvere la “catastrofica” crisi umanitaria in atto, che coinvolge centinaia di migliaia di somali.
In una nota diffusa da Oxfam (la confederazione di 13 Ong che lavorano in più di 100 paesi per trovare la soluzione definitiva alla povertà e all’ingiustizia), le organizzazioni denunciano che attualmente in Somalia vi sono un milione di sfollati, e che il loro numero aumenta ogni mese di circa ventimila unità a causa del continuo esodo da Mogadiscio, dove ogni giorno le milizie fedeli alle deposte Corti islamiche si scontrano nelle strade con le forze governative e con i loro alleati etiopi. “La crisi che attanaglia la Somalia - scrive Oxfam - si è drammaticamente aggravata, mentre è sempre più difficile per la popolazione accedere ad acqua, cibo e medicinali”, a causa dei frequenti attacchi agli operatori umanitari. Per troppo tempo, prosegue il comunicato, “i bisogni della popolazione somala sono stati dimenticati”

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Prestiti online anche per rifare il seno

Marzo 27th, 2008 Pietro B. Posted in informativo No Comments »

di Giorgio Boratto
[da Mentelocale.it]

Nato per la condivisione di file, il P2P, il peer-to-peer, mettendo in connessione tra loro i computer di casa riesce a soddisfare le più diverse esigenze: scambio di software, programmi, forme di comunicazioni audio e video (lo stesso Skype si è sviluppato con questa concezione). Il peer-to-peer ha molteplici applicazioni che si estendono a tutto, ed ora è nato anche quello per i finanziamenti. Finanziamenti per tutti i gusti. 
Chi ha bisogno di un piccolo prestito subito, da 2.000 a 10.000 euro, senza rivolgersi a banche, finanziarie o strozzini può rivolgersi a Boober.it, un sistema di peer-to-peer lending. Un prestito i cui interessi sono decisi dai finanziatori e richiedenti.
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In Sicilia Bonus a Iosa

Marzo 23rd, 2008 Pietro B. Posted in informativo No Comments »

Un pericoloso giornale marxista-leninista, un tal “Il Sole 24 Ore“, scrive oggi:

Sedici milioni di euro. Dovevano servire a remunerare i lavoratori più produttivi della Regione Sicilia, invece sono diventati un generoso regalo elettorale con la promozione in blocco dei 18mila dipendenti regionali. il “premio” in media si aggira sui 63 euro mensili.

Bene, i siciliani possono esserne fieri, il loro voto ha adesso un peso maggiore, almeno nelle loro tasche.

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Ecco Bernardo Provenzano

Aprile 11th, 2006 Pietro B. Posted in informativo No Comments »


(da la Repubblica.it)La Copertina

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Vecchi Commenti

Guarda che questo non è provenzano.Informati meglio.

boh • 12/04/06 04:17pm

Grazie per la segnalazione. Avevo preso la foto da la Repubblica chissà di chi era…:(

Pietro B. • 12/04/06 06:09pm

Il proprietario della masseria che gli faceva la ricotta fresca e che alla bestia non ci faceva mancare niente.

boh • 12/04/06 06:16pm

Grazie…boh!

Pietro B. • 12/04/06 06:18pm

bene tienila qui per sempre.Cosi ci facciamo quattro risate pure noi.Vediamo ora quanto ridera esso.

boh • 12/04/06 06:20pm

Ha tenuto in scacco lo stato per 45 anni, ne avrà ben d’onde

Pietro B. • 12/04/06 07:45pm

Intervista al senatore Nando Dalla Chiesa, figlio del generale ucciso dalla mafia nel 1982:

D: La lunga maratona per le elezioni politiche e’ finita. Ci aspettano pero’ altre consultazioni. Come quella, imminente, per il rinnovo del Parlamento regionale in Sicilia. Il candidato della Casa della liberta’ e’ il presidente uscente Cuffaro.

R: E’ candidato alla presidenza un esponente politico inquisito per favoreggiamento della mafia. Non si puo’ quindi candidare chi secondo i magistrati (e non solo il pubblico ministero) ha favorito la mafia e gioire al tempo stesso dell’arresto di un capomafia. Quello che mi fa piacere e’ comunque che, dentro le forze dell’ordine e nelle istituzioni, c’e’ chi fa il suo dovere senza farsi condizionare dal clima politico.

Acsel • 13/04/06 10:52am

E che c’è la dittatura che cancellate i commenti?

NonAnonimo • 13/04/06 11:44am

Chi ha cancellato cosa dove?

(Comunque gli insulti non sono ammessi…)

Pietro B. • 13/04/06 08:54pm

45 anni per trovarlo ma quanto e’ costato ai
contribuenti ….ammazzatelo

fatti miei [sempre fatti miei] • 28/06/06 01:04pm

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Gli Avvenimenti di Left

Marzo 3rd, 2006 Pietro B. Posted in informativo, multimediale No Comments »

Mi dispiace.

Una rivista rinata da poco più di tre settimane torna nel limbo di un futuro incerto. Si tratta di Left - Avvenimenti / Settimanale dell’AltraItalia.

Ecco come racconta i fatti Articolo21:

Il consiglio di amministrazione della editrice dell’ Altritalia societa’ cooperativa, editrice della testata Left Avvenimenti, ha comunicato ”l’avvenuta cessazione del rapporto professionale con i direttori Adalberto Minucci e Giulietto Chiesa”. E’ quanto si legge in una nota dove il consiglio di amministrazione ringrazia Adalberto Minucci e Giulietto Chiesa per la collaborazione e il lavoro svolto finora a fianco di ‘Avvenimenti’.Left-Avvenimenti e’ solo al suo secondo numero. Luca Bonaccorsi, direttore editoriale di Left-Avvenimenti, spende poche parole sull’improvviso ‘licenziamento’ dei direttori del giornale, Adalberto Minucci e Giulietto Chiesa: ”Sono molto dispiaciuto. Ma era venuto meno il rapporto fiduciario che ci legava”.

Left aveva debuttato solo 15 giorni fa con grandi ambizioni: giornalismo d’ inchiesta, grandi firme, nomi noti come Dario Vergassola, vignettisti del calibro di Vincino e Vauro, fotografie di ‘Contrasto’. Venerdi’ e’ previsto il terzo numero
che sara’ firmato dal nuovo direttore Pino Di Maula.

Mi dispiace. Lo ripeto.

Ma senza le firme di Adalberto Minucci, Giulietto Chiesa, Diego Novelli e le vignette di Vauro non sono più interessato a questo settimanale.

Peccato davvero.

AUDIO-DOCUMENTOL’intervista a Giulietto Chiesa tratta da Megachip.

Clicca e ASCOLTA!

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Vecchi Commenti

vero, tutto vero ciò che scrivi, sarei anche d’accordo, ma fino al “non sono più interessato a questo settimanale” : ora io sono pià interessata di prima.
Vediamolo questo nuovo settimanale, leggiamolo bene.
Vediamo cosa sono capaci di fare.
Sono curiosa.
E spero che chi si ripromette di dire le “cose non dette” dagli altri mi convinca e mi faccia ricredere sulla prima, ovvia, cattiva impressione che ci hanno dato.
E se avessero ragione?

franca • 05/03/06 12:23pm

Qui c’è una proprietà che vuole imporre un collaboratore alproprio direttore.

Questo collaboratore scrive in un modo che non è facile da capire. E quello che si capisce non sempre è così condivisibile.

Ripeto, mi dispiace sono anni che compro Avvenimenti. Dalla prossima no.

In futuro vedremo.

Pietro B. • 05/03/06 12:49pm

Sono da anni abbonato ad avvenimenti, sono passato anche per il fallimento della passata gestione, ma sono rimasto sempre fedele al giornale e a chi dedicava il suo tempo scrivendo sempre ottimi articoli. Questa volta mi sembra si sia passato il limite e pur non conoscendo quello che è effettivamente accaduto, trovo che non sia un bell’esempio di democrazia. Probabilmente i tempi contagiano anche chi si dice democratico e di sinistra, oppure quando subentrano questioni economiche non si guarda più in faccia nessuno? Sono abbonato e il giornale mi arriva ancora, lo leggerò ma da un’ottica molto critica e spero di ricredermi su quello che mi è sembrato un colpo di mano che non fà certo una buona impressione a chi lo conosce da tamto tempo.
Bruno R: 7/3/06

Bruno [ellebi@vds.it] • 07/03/06 05:45pm

Chiedo un favore: Ho perso i primi due numeri di Left. Sono stata per anni una lettrice affezzionatissima di Avvenimenti e mi sono persa il momento del passaggio a causa di una svista dell’edicolante. Ho chiesto questi due arretrati, ma intanto qualcuno mi può spiegare cos’è accaduto, dal momento che dalle scarne parole di Novelli, del direttore e del suo vice non si comprende granchè? Vi sarò veramente grata, Giovanna

[giovanna.barbati@fastwebnet.it] • 08/03/06 08:02pm

Giovanna le cose sono semplici. La proprietà voleva imporre un collaboratore al giornale senza passare per la direzione.

Cosa inammissibile. Quindi le firme più prestigiose del giornale direttore inclusi se ne sono andati.

Fine della storia.

Pietro B. • 08/03/06 08:48pm

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W Bossi & Calderoli!

Settembre 17th, 2005 Pietro B. Posted in informativo No Comments »

«Fino adesso la legge elettorale è stata materia di tecnici e i politici non si sono espressi, tranne Fini che ha detto che bisogna stare attenti. Penso che Berlusconi chiamerà i leader politici per sentire che aria tira». Parlando del 4%, Bossi ha detto che «questo è un problema».

«Con il 4% - ha commentato - la sinistra si troverebbe ridotta male. Sono del parere che chi la fa se l’aspetti. La Cdl vince senza bisogno di trucchi e trucchetti. Io sono abituato a rispettare gli avversari».

Bossi ha poi detto che «nella Lega non c’è gente che a tutti costi vuole vincere cambiando le regole». «La gente - ha concluso - ci vuole bene e ci vota». «Le difficoltá economiche del paese vengono prima della legge elettorale sulla quale è necessario chiarirsi le idee alla svelta», ha sottolineato dal canto suo il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, che ammonisce:

«Vediamo di chiarirci le idee alla svelta perché purtroppo non è con la legge elettorale che si fa arrivare la gente alla fine del mese».

«Credo sia più utile per i cittadini - aggiunge - trovare il sistema per far superare le difficoltá economiche delle famiglie e delle imprese, poi c’è anche la legge elettorale ma quello è uno strumento della politica». E a proposito dello sbarramento del 4% Calderoli si limita ad osservare: «C’è il sistema per garantire il rispetto delle regole senza che nessun voto venga sterilizzato».

(dal Corriere.it)

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