La Veronica di Manoppello

Settembre 1st, 2006 Pietro B. Posted in religione No Comments »

Oggi il papa Benedetto XVI ha fatto visita alla Veronica di Manoppello. Egli ha sostato in preghiera di fronte alla famosa reliquia.

Visto l’impossibilità di dare un minimo di credibilità storica e scientifica alla suddetta reliquia, si preferisce qui ricordare le parole di Benedetto XVI sul rischio di degradazione delle montagne.

Per il resto, è questione di fede.

AddThis Social Bookmark Button

Guerre, malaffare e religione

Aprile 17th, 2006 Pietro B. Posted in Guerre, Malaffare, religione No Comments »

di Andrea Di Paola

Vi invito ad una riflessione sul nesso tra guerre, malaffare e religioni facendo appello alla Vostra onestà intellettuale, allo spirito di ricerca ed al sincero impegno per la Pace, la Cultura e la Prosperità per tutti gli esseri umani.

Partiamo da una premessa: converrete che il valore di qualsiasi religione debba essere misurato dalla capacità di renderne felici i seguaci e di consentire una pacifica e felice convivenza per tutti.

Le tre principali religioni monoteistiche hanno da sempre fallito questo obbiettivo: basti pensare a ciò che è accaduto e accade tuttora a Gerusalemme dal tempo delle crociate all’intifada odierna, in Jugoslavia recentemente, in Medio Oriente e in America per lo scontro tra teocons americani e terroristi islamici ed in moltissime altre occasioni da secoli e per secoli.

Qualche altro esempio: la maggior parte dei mafiosi e dei camorristi sono ferventi cattolici osservanti, molti politici corrotti altrettanto, alcuni imprenditori da sempre definiti dei buoni cattolici hanno dilapidato le fortune di centinaia di migliaia di risparmiatori, diversi appartenenti all’Opus Dei si distinguono e senz’altro si aggregano spinti perlopiù da avidità e opportunismo e potremmo citarne un infinità.

Tutto ciò si riscontra anche nelle altre religioni monoteistiche ed ovviamente esistono delle eccezioni, ma nella maggior parte dei casi chi è dominato dal mondo (scheda sottostante) dell’animalità, della collera o dell’avidità resta tale e lo stesso si può dire di chi, per nostra e loro fortuna, è dominato dai mondi più alti, come il mondo di studio, il mondo della compassione (“bodhisattva”) come hanno ben dimostrato Madre Teresa di Calcutta e tantissime altre persone.

Perche?

Proverò a spiegarlo: le religioni monoteistiche maggiormente diffuse, nonostante le ottime intenzioni, non sono assolutamente in grado di cambiare il cuore della stragrande maggioranza dei loro seguaci.

Non ha senso, perciò, distinguere tra buoni e cattivi cattolici, buoni e cattivi musulmani, buoni e cattivi ebrei, perché tutti gli esseri umani sono dotati dei dieci mondi e in assenza dello strumento appropriato assai difficilmente potranno fare la rivoluzione umana.

Il buddismo di Nichiren Daishonin è una religione antropocentrica che consente realmente a chiunque intenda praticarlo correttamente – fede, pratica e studio - di realizzare la propria rivoluzione umana, ovvero di cambiare positivamente il proprio cuore e di illuminare i mondi bassi e, cosa fondamentale per la propria felicità, di armonizzarsi spontaneamente alla Legge di causa ed effetto che disciplina l’universo e con ciò costituisce la risposta migliore, fino a prova contraria, all’esigenza di Pace e di felicità per tutto il genere umano fornendo, oltre alla prova teorica e documentale, la prova concreta della sua efficacia.

Per approfondire: “Il Budda nello specchio” Ed. Esperia; “I dieci mondi” Ed. Esperia; “I misteri di nascita e morte” Ed. Esperia.

Con i migliori saluti e auguri,
Andrea Di Paola

——————————————————————————
I dieci mondi e il mutuo possesso dei dieci mondi

Il concetto, noto come “i dieci mondi”, rappresenta uno dei modi in cui il Buddismo spiega la vita. Sono i dieci stati o condizioni vitali che si manifestano in tutti gli aspetti dell’esistenza. Ognuno li possiede potenzialmente tutti e dieci, e in ogni momento passiamo dall’uno all’altro. Questo vuol dire che in ogni momento uno dei dieci mondi viene manifestato, mentre gli altri nove rimangono latenti. Partendo dal più basso al più alto, essi sono:

Inferno. È la condizione di sofferenza e disperazione in cui abbiamo la percezione di non essere liberi di agire; è caratterizzata dall’impulso di distruggere noi stessi e tutto ciò che ci circonda.

Avidità. L’avidità è la condizione in cui ci sentiamo dominati da un insaziabile e incontrollabile desiderio di denaro, potere, posizione sociale o di qualunque altra cosa.

Animalità. In questo stato, siamo governati dall’istinto. Non abbiamo freni né la capacità di elaborare pensieri a lunga scadenza. Nel mondo dell’Animalità, si agisce secondo la legge della giungla, per così dire: senza esitare ad approfittare di quelli più deboli di noi e ad adulare quelli più forti.

Collera. In questo stato emerge la consapevolezza dell’io, ma è un io egoista, avido, stravolto, determinato a superare gli altri a tutti i costi e a considerare tutto come una potenziale minaccia per se stesso. In questo stato si tende a dare valore solo a noi stessi e tendiamo a disprezzare gli altri. Siamo fortemente attaccati all’idea della nostra stessa superiorità e non si ammette che qualcuno ci superi in qualcosa.

Umanità (definita anche Tranquillità). È una condizione vitale piatta dalla quale si scivola con facilità negli altri quattro mondi più bassi. Se in genere in questo stato ci comportiamo in modo umano, rimaniamo estremamente vulnerabili alle forti influenze esterne.

Paradiso (o Estasi). Questo è uno stato di gioia intensa derivante ad esempio dalla realizzazione di un desiderio, da una sensazione di benessere fisico, o da una intima soddisfazione. Anche se intensa, la gioia sperimentata in questo stato ha vita breve ed è anche vulnerabile alle influenze esterne.

I sei stati che vanno dall’Inferno al Paradiso sono definiti i sei sentieri o i sei mondi inferiori. Hanno in comune il fatto che la loro comparsa o scomparsa è legata alle circostanze esterne. Prendiamo il caso di un uomo ossessionato dal desiderio di trovare qualcuno che lo ami (Avidità). Quando alla fine incontra davvero questa persona, si sente in estasi e realizzato (Paradiso). Con il passare del tempo, compaiono sulla scena dei rivali e lui è attanagliato dalla gelosia (Collera). Alla fine il suo senso del possesso allontana da lui la persona amata. Distrutto dalla disperazione (Inferno), sente che la vita ha perso ogni valore. In questo caso, per qualche tempo si passa da uno all’altro di questi sei sentieri senza neanche rendersi conto di essere dominati dalle proprie reazioni all’ambiente. Qualunque felicità o soddisfazione ottenuta in questi stati dipende totalmente dalle circostanze ed è quindi effimera e soggetta al mutamento.

In questi sei mondi inferiori, noi basiamo la nostra intera felicità, e quindi la nostra stessa identità, su elementi esterni.
I due stati successivi, Studio e Illuminazione Parziale, emergono quando ci rendiamo conto che tutto ciò che sperimentiamo nei sei sentieri è fugace, e iniziamo a cercare una verità duratura. Questi due stati, più i due successivi, Bodhisattva e Buddità, complessivamente vengono definiti i quattro mondi nobili. A differenza dei sei sentieri, che sono reazioni passive all’ambiente, questi quattro stati più elevati vengono ottenuti attraverso uno sforzo intenzionale.

Studio. In questo stato, cerchiamo la verità attraverso gli insegnamenti o le esperienze degli altri.

Illuminazione Parziale o Realizzazione. Questo stato è simile allo Studio, tranne per il fatto che cerchiamo la verità non attraverso gli insegnamenti di altri, ma attraverso la nostra stessa percezione diretta del mondo.
Studio e Illuminazione Parziale sono chiamati i “due veicoli”. Avendo compreso la fugacità delle cose, le persone in questi stati hanno conquistato un livello di indipendenza e non sono più prigionieri delle proprie reazioni, come invece nei sei sentieri. Spesso, però, tendono a sentirsi superiori alle persone legate ai sei sentieri che non hanno ancora raggiunto questo livello di comprensione. In più, la loro ricerca della verità è principalmente orientata verso se stessi, quindi c’è un grande potenziale di egoismo in questi due stati, e le persone possono raggiungere una soddisfazione con i loro progressi senza scoprire il potenziale più alto della vita umana nel nono e decimo mondo.

Bodhisattva. I Bodhisattva sono coloro che aspirano a ottenere l’illuminazione e nello stesso tempo sono altrettanto determinate a mettere tutti gli altri esseri in grado di fare la stessa cosa. Consapevoli dei legami che ci uniscono a tutti gli altri, in questo stato ci rendiamo conto che qualunque felicità proviamo da soli è incompleta, e ci dedichiamo ad alleviare le sofferenze degli altri. Chi si trova in questo stato trova la maggiore soddisfazione in un comportamento altruistico.
Gli stati dall’Inferno al Bodhisattva sono complessivamente chiamati “i nove mondi”. Questa espressione viene spesso usata in contrapposizione al decimo mondo, lo stato illuminato di Buddità.

Buddità. La Buddità è uno stato dinamico difficile da descrivere. Possiamo parzialmente descriverlo come uno stato di libertà perfetta, in cui siamo illuminati alla verità ultima della vita. È caratterizzato da una compassione infinita e da una saggezza sconfinata. In questo stato, possiamo trasformare armoniosamente ciò che dal punto di vista dei nove mondi appare come una contraddizione insolubile. Un sutra buddista descrive gli attributi della vita del Budda: un vero io, una libertà perfetta dai legami karmici per tutta l’eternità, una vita purificata dall’illusione, e una felicità assoluta. Inoltre, la condizione di Buddità viene fisicamente espresso nella Via del Bodhisattva o azioni di un Bodhisattva.

Cos’è il mutuo possesso dei dieci mondi?

I dieci mondi originariamente erano immaginati come regni fisicamente distinti, in cui gli esseri umani nascevano a seconda del risultato derivante dal karma accumulato. Ad esempio, gli esseri umani nascevano nel mondo dell’Umanità, gli animali nel mondo dell’Animalità e gli dei nel mondo del Paradiso. Nel Buddismo di Nichiren Daishonin, i dieci mondi sono invece considerati condizioni vitali che tutte le persone potenzialmente possono sperimentare. In qualunque momento, uno dei dieci mondi si manifesterà e gli altri nove saranno latenti, ma costante rimane la potenziale possibilità di un cambiamento.

Questo principio viene espresso anche come mutuo possesso dei dieci mondi, secondo cui ognuno dei dieci mondi possiede in sé tutti gli altri. Ad esempio, una persona che si trova nella condizione di Inferno può, un attimo dopo, rimanere all’Inferno oppure manifestare uno qualunque degli altri stati. L’implicazione fondamentale di questo principio è che tutte le persone, in qualunque condizione vitale si trovino, hanno il costante potenziale di manifestare la Buddità. E’ altrettanto importante il fatto che la Buddità si trova nella realtà delle nostre vite negli altri nove mondi, non in qualche luogo a sé stante.

Nel corso della giornata, sperimentiamo diversi stati di momento in momento, secondo la nostra interazione con l’ambiente. La vista della sofferenza altrui può richiamare il mondo compassionevole del Bodhisattva, e la perdita di una persona cara può ricacciarci nell’Inferno. Ad ogni modo, tutti noi abbiamo uno o più mondi intorno ai quali di solito ruotano le nostre attività e alle quali tendiamo a tornare quando gli stimoli esterni si placano. Si tratta della tendenza vitale di base di ognuno, e ognuno l’ha stabilita attraverso le proprie azioni precedenti. Le vite di alcuni ruotano intorno ai tre sentieri cattivi, alcuni oscillano nei sei mondi inferiori, e altri sono principalmente motivati dal desiderio di cercare la verità che caratterizza i due veicoli. Lo scopo della pratica buddista è quello di elevare la tendenza vitale di base e alla fine stabilire la Buddità come condizione di base di ognuno.

Stabilizzare la Buddità come nostra condizione di base non significa liberarsi degli altri nove mondi. Tutti questi stati sono aspetti integranti e necessari della vita. Senza sperimentare le sofferenze dell’Inferno, non potremmo mai provare una sincera compassione per gli altri. Senza i desideri istintivi rappresentati da Avidità e Animalità, dimenticheremmo di mangiare, dormire e riprodurci, arrivando ben presto all’estinzione. Anche se realizziamo la Buddità come nostra tendenza vitale di base, continueremo a sperimentare le gioie e i dolori dei nove mondi. La differenza è che essi non ci domineranno, e noi non ci definiremo in funzione di essi. Basandoci sulla tendenza vitale della Buddità, i nostri nove mondi si armonizzeranno e agiranno a beneficio nostro e di chi ci circonda

(Pubblicato in origine su ItaliaBlogOltre)

AddThis Social Bookmark Button

Religioni: oppio o liberazione?

Febbraio 23rd, 2006 Pietro B. Posted in religione No Comments »

Il bisogno del Supremo è qualcosa che è insito nel nostro DNA. Come la voglia di conoscere, sapere, scoprire nuove frontiere.

Nei momenti di bisogno questa necessità fa cadere ogni dubbio e ci rivolgiamo a Dio sperando che ci conceda la grazia, il miracolo per noi e i nostri cari.

Questo è l’aspetto individuale. C’è, ed è anch’esso importantissimo, l’aspetto collettivo della faccenda. Il Potere si è servito della religione per darsi una legittimazione una base da cui potere giustificare ogni genere di nefandezza. E in realtà il dualismo religione-potere è così forte che nella storia dell’umanità diventa quasi impossibile scindere le due cose se non in tempi recentissimi per certe democrazie occidentali.

Le basi scientifiche, storiche e documentaristiche di tuttle le più grandi religioni dell’umanità sono del tutto aleatorie e si arriva sempre al punto che la tradizione e qualche uomo illuminato ha sistemato le cose dando un corpus coerente ad un coacervo di leggende, documenti e tradizioni tramandate verbalmente.

Tutte le religioni non reggono ad un preciso approccio scientifico. Le certezze si sbriciolano, le incoerenze si moltiplicano gli anacronismi saltano all’evidenza.

Tutte le religioni messuna esclusa.

A quel punto interviene la fede. Ossia il voler credere non sulla base di un criterio modernamente scientifico ma sulla base di una Verità che assumiamo come Assoluta.

E fin qui io non mi scandalizzo. Anch’io di formazione cattolica ho ben presto compreso che l’impalcatura della religione cattolica si basa sulla fede, sui dogmi ancor prima che su dei documenti certi.

Il problema è che questa Fede può rendere l’uomo cieco. Apparentemente lo libera dalla schiavitù della (altrui) menzogna e gli dona la Verità. E se per caso questa Verità è l’unica cosa che ti è stato dato di conoscere nelle tua vita per quella verità puoi anche essere disposto a morire o a compiere i più atroci delitti. Perché la Verità, Dio stesso sta dalla tua parte.

Questa ultima considerazione mi rattrista non poco. Perché se come dice Benedetto XVI “Dio è Amore” e come dicono i musulmani “Dio è grande” io mi sento piccolo di fronte a tutta questa onnipotenza.

E leggendo la storia dell’umanità mi riesce sempre più difficile credere che in essa si possa intravvedere un progetto divino. Vi leggo solo la legge del più forte, il potere che si impone con ogni mezzo ed ogni tanto gente che cerca di fare del bene agli altri magari in mome dello stesso Dio per cui altri uccidono i propri simili.

Se Dio ha creato l’Uomo a propria immagine e somiglianza questo Dio deve essere molto mutevole e cangiante e soprattutto, purtroppo, assente.

——————-

Vecchi Commenti

premesso che sono entrata per sbaglio dentro questo sito (si chiama cosi’?) … comunque volevo, senza nulla cambiare nel mondo, fare una piccola considerazione su quel che ognuno alla fine intende per fede in Dio. Io, per esempio, non penso affatto che l’uomo sia simile a Lui, non nei fatti, non nelle parole, nè nelle idee…è facile alla fine dire: tu credete,essendo essere imperfetto, o sei stato creato male o forse non cè nessun Dio da accusare… semplicistico fin troppo.
Ricordiamoci, noi che crediamo al nostro Dio, anche che esiste il male, detto diavolo, ricordiamoci che possiamo scegliere, sempre, da che parte stare, e che nessun padre, nemmeno quello eterno, puo’ essere sempre pronto a guidarci, e forse perche non sarebbe natuarale.Non confondiamo, poi, quello che fa comodo allo Stato,alle sue leggi, alla sua economia, qualunque esse siano, dalla fede…altra cosa. Forse , questo si, dovremmo essere più critici verso coloro (da ambo le parti) che vogliono camuffare “amalgamando” le due diverse entità…ragioniamoci.
grazie per avermi letta
ornella

ORNELLA [ornellasister@yahoo.it] • 24/02/06 12:47pm

Grazie a te per aver scritto Ornella. Grazie davvero.

Entro brevemente nel merito di una tua frase.

Ricordiamoci, noi che crediamo al nostro Dio, anche che esiste il male, detto diavolo, ricordiamoci che possiamo scegliere, sempre, da che parte stare, e che nessun padre, nemmeno quello eterno, puo’ essere sempre pronto a guidarci, e forse perche non sarebbe natuarale

Il problema della “scelta” è di per se stesso qualcosa che ha occupato per molto tempo i teologi e i filosofi. Io che non sono né l’uno né l’altro mi limito a dire che la distinzione tra il “bene” e il male” non è sempre così netta e che spesso in una cultura si ritiene “male” ciò che in un’altra è definito “bene”. E quel che fa più male è che in base alla mia fede, posso ritenere te che credi un qualcos’altro nell’errore, e quindi meritevole di “conversione” nel migliore dei casi o di morte se vado agli estremi.

La religione ha un suo valore, può dare un senso alla vita aiutarci nei momenti difficili. Può anche acciecarci a tal punto da perdere la ragione, il buon senso o la semplice “humanitas” insita nel nostro essere abitanti di questa Terra.

Pietro B. • 24/02/06 03:56pm

Male e bene sono gli estremi della stessa preoccupazione, quella dell’uomo di giustificare le proprie azioni di fronte ad una Coscienza Universale.
Dio e Diavolo, sono l’antitetica esteriorizzazione di un Concetto Astratto, molto astratto, tanto che gli stessi teologi, filosofi, pensatori continuano a dibattersi a partire dalla Storia (dell’uomo, ma forse anche nella preistoria, se si sanno leggere i graffiti dentro le grotte) senza avere trovato ancora un lemma (per entrambi) definito e definitivo, incontrovertivile e da tutti accettato.
Dio è in noi come lo è la nostra Ragione e la nostra Morale quando li ammettiamo come valori positivi; Dio è fuori da noi, come la morale, se non Vi crediamo.

Bge • 24/02/06 09:12pm

ho letto con attenzione la tua risposta, e di nuovo mi chiedo … leggendo “spesso in una cultura si ritiene male…e quel che fa piu’ male è che in base alla mia fede ….” scusami, ma non capisco è come se tu avessi cambiato tema o forse son stata io che sono andata “fuori tema”? mai mi son sognata di dire che la mia fede è piu’ grande e piu’ giusta di un altra e mai lo farei, in nome di nessuna fede pero’ ucciderei, in nome di nessuna fede ruberei, farei del male gratuito e consapevole, forse si, mi difenderei. Ma siamo poi sicuri che esiste una fede che vuole il male di un’altra fede? o ricaschiamo nella logica del dualismo di stato-fede? a tal proposito mi ha ricordato un tema che svolsi alla maturita delle medie, dove presi un voto pieno tondo nel compito di italiano per aver ricordato sul tema “unità d’Italia” quanto alcuni “editti” estremamente proficui per alcune regioni, rendevano altre estremamente perplesse (è passato tanto tempo, ricordo vagamente che c’entrava l’allevamento delle capre ).
Ma devo anche ammettere che in quanto a filosofia e storia delle religioni, non ne so nulla. Allora chiedo a te, esiste veramente qualche religione (parlo ovviamente del nostro tempo) che prevede l’eliminazione fisica di altre? o che per il solo fatto che esista potrebbe nuocere ad altre? …la domanda è “per il solo fatto che esita” (non parlo poi di chi fanaticamente o per pura follia se ne appropri in nome di non si sa cosa e la faccia diventare universale..).
Poi continui ….”puo’ dare un senso alla vita aiutandoci nei momenti difficili…” e chiedo : perche’ mai? perche non nei momenti facili, di grande serenita’… io ad esempio faccio parte di coloro che in eta matura e senza “condizionamenti” dolorosi, sto accostandomi ad un Dio di cui prima non mi interessava scoprirne nulla.Penso di non essere una perfetta allieva fatta a sua immagine e somiglianza , ma solo una persona che lo sta cercando, con un dubbio grande rispetto alla sua onnipotenza (il che non mi darebbe alcun fastidio). Insomma trovo un po troppo limitante (e scusa se lo dico, ma anche poco rispettoso verso coloro che credono profondamente) pensare ad un qualsiasi Dio che cerchiamo solo nei momenti di sconforto…… grazie di nuovo per l’attenzione.
ornella

ornella [ornellasister@yahoo.it] • 25/02/06 09:38am

x Ornella: Ma siamo poi sicuri che esiste una fede che vuole il male di un’altra fede?

Ornella io non ti ho lanciato accuse di alcune genere e non ho detto che esistono fedi che vogliono il male di altre fedi.

Però è indubbio che se io sono il possessore di una Verità devo pensare che l’altro sia nella Menzogna. O che sia un fratello da portare nella Retta Via.

In quanto alla tua riscoperta di Dio mi pare che sia un classico. Quando si è giovani non si pensa tanto al trascendente perché non ci poniamo tante domande su cosa ci sia dopo la morte. Poi con l’età le cose cambiano, si ha bisogno di credere che non sia tutto vano che ci sia qualcosa dopo la morte e che questo qualcosa non sia tanto brutto. E ci riavviciniamo al trascendente.

Bada bene che sto solo analizzando il fenomeno non lo critico. Lo capisco perfettamente e probabilmente anch’io seguirò prima o poi questo cammino.

Non penso di aver mancato di rispetto verso qualcuno quando ho affermato che cerchiamo Dio nei momenti di sconforto. Negli altri momenti magari andiamo a messa e recitiamo le preghiere ma non “invochiamo” Dio, un suo intervento o un suo miracolo. Se abbiamo bisogno invece ci aggrappiamo a Lui e lo invochiamo.

Perché siamo essere umani e nel momento del bisogno chiediamo aiuto. Tutto qui.

Grazie a te Ornella per aver reso le mie elucubrazioni meno sterili del solito. Grazie davvero.

Pietro B. • 25/02/06 10:32am

Ovviamente ringrazio anche Bge

Pietro B. • 25/02/06 10:36am

perche credere significa essere possessori di una verita’? e per questo dover smascherare una menzogna? non potrebbe essere semplicemente credere in una verita nostra e basta? scusami è, continuo a dire che sono ignorante ed è la verita’… e grazie sempre delle tue risposte
ornella

ornella [ornellasister@yahoo.it] • 25/02/06 11:03am

Certo Ornella io la mia fede la vivo o meglio la vivrei in questo modo. Come te e come qualcosa che mi appartiene e mai imporrei a qualcuno.

Ma pensi in coscienza che le cose nel nostro mondo girino in questo modo?

Pietro B. • 25/02/06 11:07am

forse sono troppo concentrata sul mio modo di vivere questa esperienza, che non tengo conto , nella giusta misura, di quello che gli altri vivono.
tuttavia l’interpretazione è fonte di saggezza ed è un modo di individuarci tra l’enorme molteplicita’ universale.Quindi per quanto mi riguarda non penso di aver bisogno di pensare che sia in qualche modo in possesso di alcuna verita’.. anche se ovviamente nei discorsi, nella mia espressione, viene in risalto il mio modo di essere, ecco, per dirla in modo molto semplice, non mi interessa se faccio parte di un gruppo, se gli altri capiranno, mi basterebbe capirmi da sola (cosa gia difficile) ..ti sembra strano?
grazie…. ornella

ornella [ornellasister@yahoo.it] • 25/02/06 11:16am

Il mio post parte proprio dal ricercare il significato “collettivo” della parola “fede” e quindi della religione.

Anche in riferimento agli scontri di “civiltà” che si stanno profilando o che qualcuno vorrebbe propinarci come tali.

Io penso ai popoli mediorientali (ma non solo)che magari senza scolarizzazione alcuna vengono indottrinati dagli ulema in una fede che diventa la loro unica “conoscenza” e la loro unica “verità”. Con i disastri che ne conseguono.

Pietro B. • 25/02/06 11:44am

se non ho capito male, quindi tu parli dell’indottrinamento e non della dottrina. grazie tante comunque. certo il dibattito andrebbe avanti all’infinito… e non che non ne abbia la curiosita’..ma chiedere di saperne di piu sul tuo punto di vista, e sapere se e quali potrebbero essere le armi adatta per una giusta interpretazione dei fatti, mi da l’impressione di monopolizzare la tua attenzione e non mi sembra giusto.forse tutto parte dalla conoscenza? illuminismo, rinascimento? non lo so ma la curiosita di capire e sapere è cresciuta e ti ringrazio.
ornella

ornella [ornellasister@yahoo.it] • 25/02/06 11:55am

Ho perso un po’ di appunti a quanto pare.
Dio è stato creato a immagine e somiglianza dell’uomo fallace, invidioso, infido, perfido, sadico, bastardo e chi più ne ha più ne metta.
Altrettanto vero è che dall’alba dei tempi ogni qualvolta si cerca qualcosa di sublime, di così grande da farci tornare la speranza, non si volge il guardo verso il centro della terra ma verso il cielo.
Perciò intuisco che, dio o non dio, figli di qualcosa di misteriosamente universale noi siamo.
Non so da dove veniamo né dove andremo né soprattutto perché viviamo.
Ma istintivamente sento che lassù c’è una qualche immateria fatta d’equilibrio e d’armonia della quale solo a stento e frammentatissimamente ci sentiamo partecipi.
Istintivamente, come dall’alba dei secoli, volgo il guardo al cielo.
E non so perché.

bea • 26/02/06 04:45am

Il “problema” religione io l’ho archiviato da almeno la metà dei miei anni attuali; per questo da allora mi concedo riflessioni quotidiane “libere” sul senso della vita. Nulla di definitivo, ovviamente; una sorta di work in progress perpetuo. Sfiducia nell’istituzione - la chiesa - ma non solo; è troppo grande l’argomento per poterne accettare il tramandato. Da sempre l’uomo cerca di spiegare l’imponderabile ricorrendo al trascendente, e questo di per se non è esaustivo di niente. Forse dimostra che dovremmo viverci la nostra condizione con più semplicità. E’ vero, comunque, che ogni cultura, ogni società, introduce delle variabili talmente profonde, da sovvertire, in alcuni casi, il concetto di bianco e di nero, transitando per tutte le sfumature che stanno in mezzo. Figuriamoci poi l’approccio con il “bene” ed il “male”, laddove le diverse morali entrano a contato con le più o meno confutabili onestà intellettuali. Una bagarre tremenda, propensa agli scontri attualmente in atto. Ma sappiamo che c’è chi strumentalizza, chi “prepara le risorse per i ladri delle borse”. Troppo grande ed infnito l’argomento “fede e Dio”, preferisco vivere la mia dimensione umana: credo nei sentimenti e nei valori, e anche nelle illusioni quando diventano ricerca del valore dei setimenti. Legami che sfuggono al tempo, aperti ai posteri, alla natua, e che si rivolgono al futuro. Comunque, e sempre, vivendo.

Manilo [manilob@tin.it] • 26/02/06 11:22am

AddThis Social Bookmark Button

Eppur si muove

Luglio 25th, 2005 Pietro B. Posted in commentatore, religione No Comments »

All’interno della basilica di San Pietro ad Acerra c’è una statua di marmo raffigurante una vergine, e da alcuni giorni sempre più abitanti della cittadina alle porte di Napoli sono convinti che la statua si muova.

Lo giurano in tanti, a cominciare da un gruppo di donne che qualche giorno fa ha notato un cambiamento nell’immagine della Vergine mentre stavano facendo le pulizie in chiesa. C’è chi dice che la statua abbia mosso le ginocchia, chi sostiene che il velo che copre la Madonna, anch’esso scolpito in marmo, abbia cambiato le pieghe. Quel che è certo è che sta diventando un fenomeno collettivo.

I fedeli gridano al miracolo e per dare forza alla loro convinzione scattano continuamente foto, soprattutto con i cellulari, in modo da poter documentare gli «spostamenti» della statua.

Don Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra, al Mattino dichiara:

«In 27 anni che sono in questa città è la prima volta che sento una cosa del genere, e credo che vada valutata con il distacco che si deve avere dalle cose difficili di comprendere. Purtroppo c’è tanta sofferenza nel mondo, e la gente è sempre più propensa a voler vedere nelle cose un segno divino».

Fin qui ho citato il Corriere della Sera di oggi. Adesso seguono poche mie parole miste di ironia ed amarezza con (solita) domanda finale.

Cerchiamo qualcosa che ci garantisca che il trascendentale non è una invenzione della fantasia umana, che esiste veramente, che fa muovere le statue, piangere i quadri, lacrimare di sangue le icone.

Vogliamo, pretendiamo il miracolo. Preghiamo santi e sante, più o meno probabili, affinché questo avvenga. E le masse vedono veramente le statue muoversi, i quadri piangere e lacrimare sangue. E gridano “MIRACOLO, MIRACOLO!”.

Lo vedono e soprattutto ci credono. Beati loro.

Li capisco, dopotutto deve pur esserci qualcosa che dia un senso alle cose. Altrimenti che senso avrebbe la vita?

AddThis Social Bookmark Button

Il Papa legge Harry Potter!

Luglio 14th, 2005 Pietro B. Posted in religione No Comments »

“[…]E’ un bene che lei illumini la gente su Harry Potter, perchè si tratta di subdole seduzioni, che agiscono incosciamente e quindi in profondità, distorcendo il cristianesimo nell’anima, prima che possa formarsi”

Benedetto XVI

[fonte RaiNews24]

AddThis Social Bookmark Button

Sia fatta la volontà del Signor Ruini

Giugno 13th, 2005 Pietro B. Posted in religione No Comments »

La maggioranza ha sempre ragione. Quindi la Legge 40Norme in materia di procreazione assistita” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del febbraio 2004 resta in vigore inalterata.

Complimenti agli astensionisti. Alle prossime elezioni politiche spero facciano altrettanto.

In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Clicca e ascolta!
Parla Ilvo Diamanti (dopo Pannella)

Clicca e ascolta!
Parla Marco Pannella

AddThis Social Bookmark Button