Dobbiamo vivere per andare all’inferno

Dicembre 29th, 2006 Pietro B. Posted in riflessioni No Comments »

Non lo dite a nessuno, solo pochi amici lo comprendono,
dobbiamo vivere per andare all’inferno.
Nelle notti d’amore dove siamo stati concepiti e abbiamo concepito, anche una luce fievole di candela sorprende.
Non possiamo vivere nell’oscurità.
Non possiamo non aspirare al volo.
Poi possiamo anche bruciarci le ali.

Finché non facciamo nostro questo ‘muori e diventa’,
noi vivremo stranieri in ogni luogo.
Questo è un invito a sperimentare su di noi le cose,
a viverle pienamente. Nessuna cosa vada perduta.

Un augurio a vivere il presente.

Un augurio del qui e ora per il 2007, e sempre.

Così ispirato dai versi di J.W. Goethe,
della poesia del ‘Beato struggimento’
tratta da ‘Divano occidentale-orientale’,
auguro un buon anno 2007 a tutti gli amici.

BUON ANNO 2007

Giorgio Boratto

Auguri ricevuti da Giorgio Boratto e volentieri rigirati a tutti.

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Troppa Vita

Ottobre 8th, 2006 Pietro B. Posted in privato, riflessioni No Comments »

Ci sono momenti in cui vivo più che in altri nel bene e nel male. E in quei momenti non riesco a trovare il tempo per tutte le cose.

Così queste pagine restano immobili mentre la mia vita è frenetica.

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Sesso è Vita

Luglio 20th, 2006 Pietro B. Posted in riflessioni No Comments »

Chi è cresciuto con una formazione cristiano-cattolica ha avuto la fortuna di conoscere la figura del Cristo.

Chi è cresciuto con una formazione cristiano-cattolica ha avuto la sventura di conoscere la morale Cattolica in materia di sesso.

Partendo dal presupposto che il Sesso è Vita arriveremo alla conclusione che la morale Cattolica in materia sessuale e lesiva del diritto alla Vita.

E qui nascono le contraddizioni di chi vuol rimanere cattolico pur non seguendo la morale Cattolica in materia sessuale. E possibile? Per la Chiesa no. Per l?individuo si.

Il dilemma si è risolta con il doppio binario: lo faccio ma non lo dico. In questo modo si vive una vita non serena. Vedasi il caso di tanti preti che hanno storie con delle donne e omosessuali cattolici che devono vivere nell?ipocrisia la propria propensione sessuale.

Ma perché la Chiesa avvilisce in questo modo uno degli aspetti più belli della vita?

Con tutte le conseguenze del caso. Oramai chi è che dice ieri sera ho fatto l?amore con mia moglie? Al più si dirà che si è fatta una bella scopata.

Perché fare l?amore è il peccato, la scopata è la fuga da esso. Come fai a confessare di aver fatto l?amore? Confesserai molto più tranquillamente la scopata di cui non sei affatto pentito. Ma tant?è?

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Primo: lotta alla “mediocro-crazia”

Maggio 1st, 2006 Pietro B. Posted in commentatore, riflessioni No Comments »

da Salto del Canale

Quello che non sopporto dell’interpretazione pseudo-moderna della “democrazia” è l’esaltazione massima delle “mediocrità”. Essere mediocre è diventato un modello da perseguire, un simbolo-totem di affermazione sociale e di successo. Senza fare troppi esempi, basti pensare a come ovunque sia premiato chi con il minimo sforzo e le minime qualità personali raggiunge gli attuali e (ahimé) largamente condivisi obiettivi di gratificazione sociale.

Non vi è campo dove ciò non accada. Persino nelle università italiane sono gli stessi rettori a dare precise indicazioni ai professori al fine di non bocciare agli esami che pochi, pochissimi studenti. La regola da seguire in questo caso è: “più laureati uguale più pubblicità, più pubblicità uguale più iscritti alla nostra università“. E poco importa se saranno dei laureati mediocri.

I risultati di questo processo sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia è un paese strabico che guarda con sempre più nostalgia al proprio passato e senza poter disporre di forze nuove e vitali capaci di costruire un futuro ambizioso e migliore. Le responsabilità sono tante, troppe, ed è inutile enumerarle. Quello che serve è prendere consapevolezza che così non si può e non si deve andare avanti. Quello che serve, insomma, è combattere la “mediocro-crazia” imperante, ovunque. Un governo serio e responsabile.

 (In origine pubblicato su ItaliaBlogOltre)

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Giovanni Paolo II - Un anno dopo

Aprile 2nd, 2006 Pietro B. Posted in riflessioni No Comments »

Vien chiesto a ciascuno di dare un contributo per promuovere e realizzare la pace, mediante scelte generose di comprensione reciproca, di riconcilazione, di perdono e di fattiva attenzione a chi è nel bisogno.
Sono necessari concreti “gesti di pace” nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle comunità, nell’insieme della vita civile, nei consessi sociali mazionali ed internazionali.
Non bisogna soprattutto mai smettere di pregare per la pace.Giovanni Paolo II

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L’Opinione Pubblica Araba

Marzo 5th, 2006 Pietro B. Posted in riflessioni No Comments »

Lia di Haramlik propone una lettura dei fatti legati alla pubblicazione delle vignette sul Profeta da parte di una rivista danese leggermente diversa da come i media italiani ce la propinano da settimane.

Val la pena di leggerle quelle parole. Poi ognuno la pensi come vuole.

Qui di seguito se ne riporta un ampio estratto.

A. L’opinione pubblica araba (OPA): si rivolge direttamente ai danesi e ai giornali, anche attraverso internet per mezzo di blogger e navigatori della rete. Diffonde un appello che raccoglie 28.000 firme e che:
1. Premette che la situazione internazionale è pessima, la gente è disperata ed è necessario proporre valori di pace, anziché di contrapposizione.
2. Si appellano al Codice di Condotta della Federazione Internazionale della Stampa e alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Non al Corano o a esotiche norme loro. A norme e principi internazionali comunemente condivisi e raccolti anche nelle nostre normative e codici di autodisciplina.
3. Fanno presente ripetutamente che ciò che gli preme tutelare attraverso il rispetto per il Profeta, specie in questo momento storico, sono i valori di base di tutte le civiltà (il non uccidere, il ricercare pace e giustizia etc) condivisi da tutte le religioni, e si richiamano esplicitamente a quella degli ebrei e a quella dei cristiani. Fanno un discorso di convivenza tra religioni. Parlano di “Profeti” sempre al plurale.

B. I giornalisti europei (GE): non gli rispondono; probabilmente, anzi, non leggono neanche l’appello, specie quelli italiani. Capiscono confusamente che c’è un giornale che vuole pubblicare una cosa e i musulmani non vogliono e, anziché cercare di capire cosa succede, si lanciano in difesa del giornaletto pubblicando vignette stupidissime e raccontando che i musulmani stanno minacciando, imponenendo le loro leggi, sfidando le nostre normative, imbavagliando la nostra libertà e via dicendo.
Quindi NON riferiscono l’appello dell’OPA ma ciò che loro credono che esso contenga.
Lo interpretano (o se lo sognano direttamente) e ci informano sulla base della loro interpretazione, non di ciò che è stato effettivamente chiesto: l’appello non viene mai pubblicato, benché si richiami esplicitamente alla loro etica professionale.

C. L’opinione pubblica europea (OPE): si beve immediatamente la versione dei fatti raccontata dai giornalisti (che in linea di massima non hanno capito né letto un cavolo) e ne ripete a pappagallo le parole d’ordine neo-fallaciane, con buona pace della “maggiore capacità di informazione libera dei blogger rispetto ai media.” Analizza per settimane il punto di vista degli arabi senza leggerlo e tantomeno pubblicarlo, prendendolo dai giornali italiani e senza scomodarsi a leggere i siti, i blog e i giornali dei protagonisti delle loro pensose analisi.
Procede, quindi, a NEGARE ogni elemento di realtà che contraddica le sue teorie: “La situazione internazionale? Non c’entra”. “Le leggi e i principi dello Stato laico? Loro, poverini, non li conoscono”. “I valori che vengono difesi? Antiche superstizioni esotiche”. “La convivenza tra le diverse religioni? Dobbiamo insegnarla agli arabi”.

Risultato: ci lanciamo tutti in difesa del Sacro Diritto di Bestemmia senza avere capito un cazzo di ciò che ci era stato effettivamente chiesto.
Rimandiamo al mittente l’appello dei cittadini arabi senza manco leggerlo.
Nel mondo arabo si incazzano assai.
Noi ne rimaniamo meravigliatissimi.
I pacifici firmatari di appelli e petizioni rimangono senza interlocutori e senza burro danese.
I meno pacifici dicono: “Visto? Non vi hanno manco calcolato!” e si mettono a bruciare ambasciate.
Un centinaio di morti, forse di più.
Un disastro.
[…] A me pare che questa vicenda esprima la nostra autistica insipienza come poche altre.
E consiglio di coltivare
l’arte della vergogna, ogni tanto, oltre al diritto a una presunta libertà da fessi.

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Ragionamenti

Dicembre 17th, 2005 Pietro B. Posted in riflessioni No Comments »

Un mio professore all’università diceva che non esitono problemi difficili e problemi facili esistono cose che si sanno e le cose che non si sanno.

Uno dei modi poi per aggredire un problema complesso è quello di scomporlo in problemi più semplici, la sommatoria delle soluzioni dei singoli problemi darà la soluzione nel suo complesso.

Mi chiedo adesso se queste teorie trovano un loro valore anche nell’ambito delle relazioni umane e nell’ambito dei problemi personali.

E’ risaputo che pace, salute e prosperità costituisce un augurio che ci facciamo tutti, ed è quello che tutti ci auguriamo di avere.

Sta succedendo attorno a me che dei problemi di salute stiano mettendo in crisi il mondo in cui io pensavo di vivere. E questa volta non parlo solo dei miei suoceri.

Come si può scomporre un problema di salute in termini più semplici? E semmai ci riuscissimo puoi risolvere un parkinson affrontando intanto la motilità intestinale?

E di fronte ad una gamba che ostinatamente rifiuta di essere solo un’appendice motoria e si erge a protagonista della propria vita e sempre nei momenti meno opportuni puoi “scomporla” cercando intanto un paio di calze che la tengano al caldo?

E in tutto questo tu assisti, a margine, e ti chiedi, con sempre maggior frequenza, quanto sia giusto farsi coinvolgere e quanto sia sbagliata l’indifferenza e cosa puoi fare e cosa invece non devi assolutamente fare. E mentre pensi c’è una bolletta da pagare, gli ordinativi che sembrano montagne russe impazzite, l’emicrania sempre più feroce da contrastare.

E sei padre, marito, fratello, figlio, amico, conoscente. Ed ognuno si aspetta da te qualcosa e magari qualcosa sei anche abituato a chiedere e qualcosa è giusto che tu in ogni caso faccia.

E scomponi, scomponi, scomponi arrivi che in piena notte ti svegli e pensi, sognavo prima o adesso?

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Vecchi Commenti

Cercando i tuoi mille blog dei quali ho perso il conto (sto rifacendo la lista dei link al marion) trovo questo sfogo. Uno sfogo ultralegittimo che pare … mio.
E allora, fatti guidare Pié.
PRIORITA’.
Scomporre i problemi e allontanare prima e sopra tutti i “piagnoni” di mestiere, quelli che più li tiri su e più ti mandano giù.
Quelli che non si sognano MAI di chiederti come stai TU e se per caso ti scappa non dico una lacrima perché sei Homo, ma un’occhiata triste, si danno a una fuga a velocità curvatura che neanche Enterprise.
Quelli… fuori dai coglioni, pietà l’è morta!
La tua salute rifiorirà spontanea;)
E poi: di fronte alle bollette da pagare prima di tutto c’è la salute. La quale anche si scompone in mille piccoli e grandi acciacchi.
Evitare di interessarsi ai piccoli acciacchi è per me salvavita. Ho tre discopatie? e chi se le incula! Lucio, mitico massaggiatore del basket romano m’ha insegnato a intervenire sul dolore solo con la respirazione, a letto, da ferma incredibile dictu!. Lo faccio tutti i giorni da sei mesi, il resto è… noia, finish.
Tumori, tumoretti, mia sorella ne ha trovati tre e continua a sbattersi tra medici e cazzi vari. Ma per me anche quelli chi se l’incula! un po’ di multivitaminico Di Bella e trovi il segreto dellla lunga vita oltre che il grande nemico dei tumori.
E così discorrendo. Colite? acqua calda! acqua calda ogni volta che bevi. E’ un miorilassante, ti fa digerire meglio ed è un antidolorifico impressionante. Poi c’è la dieta, ov curs;)
Poi… se si è fragili al freddo, mai la pancia scoperta!
Certe volte non oso pensare alle ragazzine che vanno in giro con questo freddo con l’ombelico al vento. Lo sai che guasti?
Il Parkinson? non è roba per te. Ci sono i medici e se sono bravi TU non puoi aggiungere altro. Lo sai, accade dentro la mia stessa casa, che per quanto tu faccia, il paziente diventa dipendente dal suo medico placebo?
Bisogna saperci convivere con i malati e anche questo è un campo ancora ignoto dell’arte del viver quotidiano. In ogni caso diceva Ciappi psichiatrico: scendi dalla croce, IO TI SALVERO’ E’ MORTO IN CROCE!
Non possiamo far miracoli, anche se vorremmo.
Voler peccare di padreternite pensando di risolvere ogni problema del mondo fa male a noi stessi, fidati dell’ultima scema che s’è appena accorta d’esser stata usata e gettata via negli ultimi… cinquant’anni:(
Ciò non significa diventare indifferenti, significa ricordarsi di porre se stessi al centro del proprio sistema solare o la finiamo male portando con noi proprio coloro che vorremmo aiiutare.
Insomma la lista delle priorità è stralunga, così non mi viene.
Spero in un TUO colpo di telefono dopo le tre piemme plis;) o di notte naturalmente;)))
Anche per dircelo a voce: Buon Nuovo Anno Pietro, ti voglio bene;)))

bea • 20/12/05 01:07am

AUDIOCOMMENTIIIIII?????
:(((((
ir Progresso avanza controo di me:(
SGRUNT!

bea • 20/12/05 01:19am

Che poi a ben leggere son le cose che in minima parte sto provando anch’io
con la mia mamma, che è partita di testa, con la depressione e gli attacchi di panico.
Ogni tanto respiro a lungo e mi ripeto 100 volte: tu non puoi fare tutto tu non puoi fare tutto.
Non puoi occuparti di una mamma psicolabile, e di un paio di figli e di una casa e di
un marito e del lavoro tutto in una giornata.
Ed allora mi fermo e guardo gli altri arrangiarsi ed annaspare un pochetto.
Si tratta di convincersi perchè sono solo all’inizio e faccio
fatica a fare questo tipo di ragionamento che a volte mi sento
davvero il Gesù Cristo che si immola per tutti sulla croce.
E faccio faccio faccio finchè comincio a sentirmi male anch’io
Si forse davvero questo ritrarsi un pochetto è l’atteggiamento giusto.
AUGURI PIETRU’ sperando nel prossimo anno.

Lizaveta [lizaveta@lizaveta.it] • 21/12/05 04:34pm

Solo auguri. Di serenità. Che è la cosa migliore. Un abbraccio, Laura ed Orso

laura756 [laura756@laura756.it] • 23/12/05 03:34pm

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La Fisica delle Uova

Luglio 17th, 2005 Pietro B. Posted in riflessioni No Comments »

Ci sono due tipi di conoscenza.
Conosciamo una cosa per esperienza diretta,
o sappiamo dove trovare le informazioni a proposito.

Samuel Johnson

Leggendo le ultime proposte della Lega in Consiglio dei Ministri mi è venuto in mente che il nostro governo pare formato da tante teste d’uova sode. Da qui la scelta della foto.

Ma le uova sono cose serie dunque non confondiamoci…

Secondo il principio di Archimede (di Siracusa, fatemelo sottolineare) un uovo fresco pesa più dello stesso volume di acqua spostato, ove per acqua si intende l’acqua del rubinetto, dunque immerso in un contenitore affonda. Se aggiungessimo del sale da cucina all’acqua la renderemmo più densa al punto che un uovo potrebbe anche galleggiarvi. Dosando poi opportunamente il sale potremmo trovare la densità giusta per fare in modo che l’uovo non galleggi né affondi ma resti in sospensione. Questa eventualità si ha quando il peso dell’acqua spostato dall’uovo è uguale al peso dell’uovo stesso.

I nostri governanti hanno messo l’Italia a mollo di una tale soluzione salina che per il momento sembra ci mantenga in sospensione. Qualcuno ha però ha ipotizzato che il sale stia per finire, e che l’affondamento sia solo questione di tempo. Ahime!

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Pregiudizi e razzismo.

Giugno 23rd, 2005 Pietro B. Posted in riflessioni No Comments »

Questo pomeriggio mi trovavo a passare vicino all’ingresso del capannone della ditta in cui lavoro. Il sole picchiava duro e la superfice metallica dell’ampio portone di ferro, spalancato dalle prime ore dell’alba, emanava calore come fosse un termosifone al massimo della sua potenza.

Poco al di là della soglia vidi la figura di un ragazzo, berretto in testa e una borsa della spesa di quella con le ruote trainata con una mano.

“Uffa…” mi sono detto “…i soliti venditori di cianfrusaglie che entrano in ditta senza chiedere permesso e te li ritrovi dentro gli uffici senza che te ne accorgi neppure!”

Con l’indice della mano destra gli ho fatto un inequivocabile segno di “no, non è possibile“.

Il ragazzo mi guarda, si ferma, poi riprende varca la soglia del capannone facendo scattare la fotocellula dell’allarme anti-intrusione.

“NON PUOI ENTRARE” gli urlo approssimandomi a lui.

“Tu mi stai dicendo questo perché SONO DI PELLE NERA!” mi risponde lui fissandomi negli occhi.
“No ti sbagli” gli dico “del colore della tua pelle non me ne importa nulla il fatto è che tu non puoi entrare senza chiedere il permesso, tutto qui.”
“Io non dovevo entrare da nessuna parte sto solo mettendo della pubblicità nella cassette della posta. Tu hai pensato che ti volessi vendere qualcosa solo perché sono NERO ammettilo!” A quel punto si è voltato ha varcato di nuovo la soglia del capannone ha messo del materiale pubblicitario nella cassetta e voltato l’angolo è sparito dalla mia vista.

Ci sono rimasto male, molto, molto male. Soprattutto perché aveva ragione. Io razzista? Forse si, nonostante tutto il mio parlare, la mia personale storia, il mio bagaglio culturale. Mi ero fatto sopraffare, indubbiamente, da un pregiudizio basato sul colore della sua pelle.

A quel ragazzo adesso vorrei chiedere scusa. Ma forse a lui delle mie scuse poco importa.

[Il disegno è tratto dal questo sito]

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Lasciatemi un filo di illusione (ristampa)

Giugno 20th, 2005 Pietro B. Posted in riflessioni No Comments »

Oggi ho fatto la conoscenza di questo simpatico diavoletto che vedete alla vostra sinistra. L’ho incontrato mentre stancamente vagavo per la blogosfera. Mi ha detto che in altri siti, blog compresi, la sua specie è presa in seria considerazione e che non devo farmi ingannare dalla cattiva reputazione di cui i diavoletti godono nella comune sensibilità perché è tutta…ipocrisia.

L’ho subito chiamato Paolino nome simpatico simpatico e vicino a Pietro. Sapeste quanti utili suggermenti mi sta dando su come stare al mondo ed io lo ascolto con aria sempre più esterefatta ed avvilita e mi chiedo come abbia potuto vivere quasi quarant’anni e non capire un emerito cazzo di nulla su tante cose che adesso mi sono palesi, chiari e cristalline.

Dò per scontata la buonafede, Paolino mi dice che devo dare per scontata la malafede.
Io scuso sempre tutti, lui (Paolino) dice che devo scusare solo chi chiede scusa (e magari neanche quelli).
Io baso i miei rapporti sull’onesta reciproca lui mi dice che devo essere furbo che tutti rubano e tutti hanno le facce da santarellino e io che ho la faccia giusta dovrei rubare più degli altri (sempre secondo Paolino).
Lui dice che non devo avere una sola idea in testa perché mi limito troppo, e mi banalizzo parecchio, dovrei essere liberale con i liberali, comunista con i comunisti, berlusconiano con i berlusconiani, insomma pronto ad ogni cambiamento sicuro che un posto da qualche parte per me ci sarà sempre e comunque.

Che mi devo ricordare quel famoso detto che tutto cambia per non cambiare nulla.

Paolino dice che leccare la merda fa schifo solo la prima volta. La seconda sembrerà vaniglia. La terza mi ci tufferò dentro.

A Paolì ti posso almeno chiedere una cosa…non…non…è…che…che…potrei rimettere un filo di illusione nella mia vita? Dai che mi trovavo così bene…sigh!

(Post pubblicato la prima volta su TxP il 22/10/2003)

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