Per una Sana Inquisizione

Dicembre 31st, 2007 Pietro B. Posted in Sacro No Comments »

di Leonardo 

Santità, Le scrivo per farLe umilmente sapere che nel 2007 mi ha molto deluso. Come del resto nel 2006. In verità aveva iniziato a deludermi nel 2005, ma al tempo ero propenso a considerarLa con la benevolenza che si riserva agli esordienti.
Santità, chi le scrive è uno dei tanti cristiani – senz’altro uno dei peggiori – che non può più soffrire di sentirsi minoranza in casa sua. Non è forse l’Italia un Paese di salde radici cristiane? Non è Roma la capitale della Cristianità? E allora perché noi cristiani dobbiamo sentirci, giorno dopo giorno, una minoranza sotto assedio? E perché i nostri pastori non fanno nulla di concreto per difenderci? E perché Colui che dovrebbe guidarli, il Vicario di Cristo in terra, sembra piuttosto assorto in preoccupazioni mondane, come ripassare le declinazioni del latino o provarsi le nuove frangette rosse che piacciono tanto a quella vecchia zia di Zeffirelli? Eh? Sto parlando di lei, Santità: crede che ci basti un’enciclica, mentre qui fuori i barbari ci inquinano le sorgenti?

Santità, la prego, volga uno sguardo al suo povero gregge italico, che come ogni trentun dicembre si ritrova sbalordito davanti alla televisione e constata una volta di più l’amara verità: la Chiesa ha perso. L’Italia è pagana. Forse non ha mai smesso di esserlo, in ogni caso negli ultimi anni ha smesso di vergognarsene e lo proclama a testa alta. Fino a qualche tempo fa gli oroscopi erano un passatempo da parrucchiere, ora ormai sono una presenza istituzionale in tutti i canali. Compreso quelli di Stato. Compreso quello in quota CEI, e Lei che fa? Cosa ne pensa? Niente, lei continua a prendersela con gli atei. Ma Santità, si può sapere dove li ha visti tutti questi atei in Italia? Magari ce ne fossero. Almeno gli atei sono razionalisti, ci si può discutere. In fondo gli atei e i monoteisti hanno centinaia di cose in comune, basti pensare a tutti gli Dei a cui non credono. Ma in Italia non ce n’è, si fidi, hanno tutti almeno un cornetto al collo, e cosa vuoi discutere con qualcuno che crede ai poteri invisibili del corallo? O ai poteri di Venere nello Scorpione? O nella sfiga? O nel malocchio? O nei maghi che conoscono in anticipo i numeri del lotto, e invece di giocarseli te li vendono in offerta speciale? Ci vuoi anche discutere, con questi qui? L’unica è bruciarne un po’. Potremmo cominciare con gli stregoni – gli indirizzi sono sulle pagine gialle.

Santità, i suoi uomini continuano a prendersela con Odifreddi, e intanto Wanna Marchi è a piede libero. Si rende conto? Magari nessuno le ha mai parlato di Wanna Marchi, mentre le hanno raccontato che Odifreddi è una grave minaccia; è possibile essere così mal consigliati? Odifreddi non è che un cane sciolto, sconosciuto ai più, mentre la Marchi rappresenta l’Italia profonda, l’Italia crapulona e bottegaia, l’Italia credulona e felice d’esserlo, l’Italia pagana, la Babilonia, la Grande Meretrice! E Lei, Santità, vive al centro di tutto questo e… di cosa si preoccupa? Delle radici cristiane dell’Europa, mentre qua fuori i santoni ancora ci curano con gli estratti di mandragola? Contro gente come questa, andrebbe rifatto un tribunale della Santa Inquisizione, e subito. E Odifreddi, lo si potrebbe cooptare come membro esterno. C’è tanto da imparare dagli scettici come lui.

Santità, all’inizio del 2008 vogliamo finalmente porci il problema delle cosiddette “previsioni astrali”? Vogliamo dire che è un rito pagano e repellente, e che nessun editore o responsabile di rete cristiano dovrebbe averci a che fare? Se lei va al balcone a ordinare di bruciare tutte le riviste astrologiche nei chioschi, io son pronto; soltanto, è meglio se me lo dice un po’ per tempo, così mi tengo da parte la benzina, con quel che costa. Perché anche in questo 2007 mi è capitato di vedere in tv persone sorridenti dichiarare che loro non assumerebbero mai un Ariete o un Sagittario o un vattelapesca; e sono sicuro che non scherzano. Ne vogliamo parlare? Se le stesse persone dicessero che non assumono neri, o musulmani, o circoncisi, cascherebbe giustamente il mondo; in quest’Italia hypocritally correct la segregazione razziale è proibita e la segregazione religiosa un’eresia; invece la segregazione zodiacale è perfettamente tollerata. Andate poi a lamentarvi della fuga dei cervelli – se la selezione del personale la fanno coi tarocchi, di cosa vi stupite? In Italia, nel 2007, c’è gente che perde opportunità di lavoro perché è Scorpione. Nessuno dice niente, e intanto tutti si toccano le parti basse. È uno schifo, Santità, uno schifo.

Santità, prima ancora di essere cristiano, io sono un monoteista. E so cosa significa. Banalmente: c’è un solo Dio, e il resto sono stronzate. Idoli. Vanno bruciati, e va bruciato chi si ostina ad adorarli: perché chi è tanto stupido da adorare pezzi di legno, o addobbi dorati, o astri lontani anni luce, o è in malafede o ignorante senza redenzione.
Prima della sua elezione avevo udito mirabilie sul suo conto. Mi aspettavo dunque da lei lo zelo del vero Monoteista. Il Mosè che fonde il vitello d’oro e lo fa bere agli ignoranti. O il Maometto che torna alla Mecca e spazza via tutta la chincaglieria pagana intorno alla Ka’ba. O almeno il Gesù che frusta i mercanti al Tempio. Invece lei si preoccupa degli… aborti. Ma Santità, col dovuto rispetto, che problema saranno mai gli aborti? Non ci sono più, forse non ci sono mai stati, e comunque se esistono non possono più essere nel Limbo e quindi probabilmente stanno in Paradiso. Problema risolto, direi. Vogliamo dunque cominciare a preoccuparci anche dei poveri cristiani post-partum, bambini e adulti, costretti a destreggiarsi in un mondo di ignoranza e superstizione? Non si vive di soli feti, Santità. Suo devoto
Leonardo

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Il senso di Pietro per il sacro

Febbraio 11th, 2007 Pietro B. Posted in Sacro No Comments »

Entrate in un luogo di culto, di qualsiasi culto e guardatevi intorno. Tutto vi induce a pensare che in quel luogo abita Dio. Provate poi a fare una gita fuori porta e a guardare un panorma al mare ed ai monti, tutto vi indurrà a pensare che in quei luoghi dimora Dio.

Se poi il luogo di culto è grande, magari contiene delle opere d’arte quadri e statue che vi incutono timore o che semplicemente vi ammaliano per la loro bellezza voi penserete che in quei luoghi dimora Dio.

Sentire la presenza di Dio è un’esperienza inebriante, ti riscalda l’anima e dà un senso a tante cose.

Provate adesso a recitare il rosario, nella sua ripetività vi sentirete di stare dialogando con Dio ed i santi. La stessa cosa però vi capiterà anche se reciatate per cento volte il primo articolo della nostra Carta Costituzionale.

Provate a declamare le parole di un brano del vangelo chi se non Dio poteva suggerirle?Sappiamo però che a scriverle sono stati degli uomini. Come il primo articolo della costituzione.

Provate adesso a fare un viaggio anche solo mentale nei luoghi della sofferenza anche non troppo lontano da casa in un qualsiasi ospedale o se proprio abbiamo voglia andiamo nei luoghi dove si patisce la fame e la sete dove qualsiasi malattia diventa mortale. In questi luoghi per continuare a credere a Dio dobbiamo porci delle domande sul progetto e credere ad un destino o dire “sia fatta la volontà di Dio”.

Costruiamoci adesso una macchina del tempo che possa farci viaggiare a ritroso e farci vedere il passato in uno schermo televisivo. Guarderemo cosa è stato fatto in passato in nome di qualsiasi religione.

Sarebbe in certi momenti peggio del più truculento film dell’orrore in altri meglio del miglior film edificante mai prodotto.

E soprattutto quello che vedremo sarà stato sempre e comunque opera dell’uomo e saranno gesta e parole compiute e dette da uomini come noi verso altri uomini come noi.

Non sarà possibile vedere altro se non credere o supporre che una un terremoto un’alluvione una morte improvvisa una carestia siano state mandate da Dio per punire qualcuno e che certe ricchezze, e felicità siano state attribuite da Dio come premio.

Ma saremo sempre noi a crederlo non avremo mai la possibilità di vedere questo Dio vendicatore o amorevole emettere la sua sentenza di assoluzione o di condanna.

Devi credere in Dio per fede e basta. O non crederci. Il resto l’ha sempre fatto l’uomo.

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